Roma: Con il Bingo si vincono mille posti di lavoro

08/05/2001


Martedì 8 Maggio 2001

LE NUOVE SALE PER LA ”TOMBOLA ALL’INGLESE”

Con il Bingo si vincono mille posti di lavoro

Sono 107 le cordate in lizza per 30 concessioni. Si cercano direttori di gioco, supervisori e assistenti

di FABRIZIO VENTURINI

Il Bingo è una tombola particolare che metterà in palio pure posti di lavoro e stipendi cioè chances di vita. Durata dei contratti e retribuzioni – almeno per direttori di sala, direttori di gioco, cassieri, assistenti ai tavoli – si annunciano appetibili. La “tombola all’inglese", che in sale da 300 a 600 metri quadri con tavoli per i giocatori, macchinari donde estrarre i numeri, bar, giochi d’azzardo elettronici collaterali e merchandising in vendita, in autunno consentirà l’apertura a Roma di 30 locali concessionari dei Monopoli ed una ripresa dei miseri dati dell’occupazione giovanile in città. Secondo le previsioni di società di consulenza e assistenza tecnica, di formazione professionale e selezione del personale sulle potenzialità occupazionali di questo settore, qui a Roma le 107 cordate in lizza per le 30 concessioni cittadine promettono un migliaio di posti. Almeno sono queste le stime di “Obiettivo lavoro", una società di fornitura di lavoro interinale (a tempo), che ha preso così sul serio tali potenzialità, da aver attivato un ufficio specifico, corsi (gratuiti) di selezione e formazione del personale, una collaborazione (insieme alle società cugine “Ali" e “Lavoro Temporaneo") con “Formula Bingo": società di servizi creata da Confcommercio e Confesercenti per la gestione di sale Bingo, che a livello nazionale rappresenta 401 aziende concorrenti su 1348. Ieri il suo vicepresidente Luciano Consoli ha sollecitato ai Monopoli di Stato «tempi certi per l’assegnazione delle sale e l’inizio attività».
L’attesa, a Roma, è fortissima. «Stiamo formando gratuitamente 800 persone da 18 a 45 anni qui a Roma – dice Massimo Cabiati, responsabile del settore Bingo di “Obiettivo lavoro" – per le figure professionali necessarie alle “tombole all’inglese". E la massiccia risposta degli allievi mostra che in città è fortissima l’aspettativa per queste occasioni lavorative».
Non è ancora stato deciso con esattezza l’inquadramento contrattuale dei lavoratori che verosimilmente dal prossimo autunno prenderanno servizio in sale Bingo – a Roma ex locali di cinema, di ex discoteche, di ex sale giochi – con assunzioni magari temporanee (all’inizio), ma trasparenti. «Ci sono tratttative in atto per questo – dice Cabiati – e sicuramente la necessaria flessibilità contrattuale sarà inserita in un quadro di norme e di garanzie».
«Di certo – aggiunge Luigi Scardaone, da segretario della Uil-Tucs a Roma e Lazio – il contratto applicato sarà quello del commercio e turismo. Ma non sono sicuro che la flessibilità di queste nuova occupazione sarà controllabile a livello sindacale». Quanto alle prospettive degli aspiranti speaker, direttori di sala, direttori di gioco, assistenti ai tavoli (le mansioni non meramente esecutive), il presidente della Confesercenti romana, Antonio Nori, parla di stipendi «fino a 5 milioni al mese una volta stabilizzati. Se le attività collaterali alla tombola produrranno i profitti adeguati – dice Nori – il Bingo può rilanciare l’occupazione giovanile a Roma. Servirà infatti anche personale non qualificato: addetti alle ammissioni, alla sicurezza, camerieri, hostess: ovviamente a livelli retributivi più bassi». Più precisamente, «l’ipotesi che stiamo seguendo – afferma Cabiati – prevede contratti iniziali di 18 mesi, con solide possibilità di successiva conferma e anche di assunzione in pianta stabile».
Appaiono dunque così positive le prospettive occupazionali degli aspiranti “Bingo boys" romani, che tutta una serie di (più o meno serie) società di selezione e formazione del personale da mesi inonda Internet, quotidiani e riviste che pubblicano annunci di lavoro, con offerte di corsi formativi a cifre cospicue (da poche centinaia di migliaia di lire a un paio di milioni) per aspiranti lavoratori in sale Bingo. «Bisogna andar cauti con certe offerte – avverte però Michele Caropreso che, da direttore della rivista specializzata romana “Lavorare", annusa annunci poco seri di prim’acchito -: non sempre la partecipazione a certi corsi e i relativi attestati garantiscono l’assunzione: nelle sale Bingo come in altri settori. Per il personale delle “tombole all’inglese" si leggono ad esempio annunci di corsi formativi con un numero verde a chiamata gratuita che non dà segni di vita. Attenzione quindi a non “capitombolare" in corsi a pagamento, che prima promettono mari e monti e poi si rivelano inutili».