Roma. Commercio, una campagna per i diritti

20/04/2004

ROMA

martedì 20 aprile 2004

Iniziativa Cgil sostenuta dalle associazioni di categoria

Commercio, una campagna per i diritti
Sono 400.000 i dipendenti a Roma

    Deboli ma garantiti. Contro lo sbriciolamento dei diritti di commesse, baristi, camerieri e operatori del terziario, Cgil, assessori e vicesindaco, lanciano una campagna per promuoverne la tutela. Un settore che a Roma è già polverizzato da imprese minuscole, scarsamente presidiato dal punto di vista delle garanzie e nel quale la flessibilità scivola sempre più nella precarietà. Fra commercio e turismo, quattrocentomila lavoratori in tutto, poco o nulla garantiti. Alcuni in nero. La maggior parte disinformati sul contratto di lavoro. Ricattabili perfino sulle domeniche di apertura facoltativa dei negozi come ha spiegato Luigi Corazzesi, segretario generale Filcams Cgil Roma e Lazio promotrice dell’iniziativa «A occhi aperti nel mondo del lavoro». A pochi giorni dalla conclusione di un altro accordo importante con i datori di lavoro (Confcommercio e Confesercenti) per la realizzazione di una cassa di sanità integrativa. «Un modo per diffondere una cultura del diritto tra le imprese – ha detto Cesare Pambianchi della Confcommercio – evitando anche concorrenze sleali.
    La Filcams Cgil ha allestito un camper che distribuirà il contratto di lavoro ai 400 mila, come a dei «senza tetto» del mercato economico. Raccogliendo anche informazioni: verrà distribuita una scheda che, tutelando la riservatezza, permetterà di raccogliere informazioni e denuncie di irregolarità.
    Il camper partirà oggi dalla stazione Termini e attraverserà Roma e provincia per sessantadue giorni, recapitando il contratto direttamente ai lavoratori del centro e a quelli di Ostia, Cinecittà e Fiumicino, Valmontone e Bracciano. Tutti ugualmente periferici rispetto alla tutela dei diritti. Molti addirittura «sudditi» ha ricordato ieri il vicesindaco Maria Pia Garavaglia che con il sindacato, la Confcommercio, la Confesercenti, l’assessorato alle Politiche del lavoro della Provincia e quello alle Periferie e al commercio del Comune di Roma ieri mattina presentava l’iniziativa nella sala da tè di Babington a piazza di Spagna.
    «Occorre sollecitare la pretesa dei propri diritti – sottolinea la Garavaglia -. Purtroppo in tempi di crisi, si rischia che il lavoro venga considerato una concessione». Una sorta di elargizione per chi lavora nei 18 mila bar, 7.500 ristoranti e 1.500 alberghi della Capitale. L’iniziativa può contare su un’esperienza precedente nel ’99. Allora le aziende visitate furono solo 493, stavolta il sindacato si ripromette di raggiungerne di più, allungando anche il giro del camper. «Il 51% di quelle aziende rivelò irregolarità dal punto di vista contributivo e del trattamento» precisa Corazzesi. Ora assieme ai commercianti l’idea è di promuovere la tutela dei diritti di chi lavora nel terziario come una qualità del prodotto di servizi, ristoranti e bar della Capitale. «È più difendibile un prezzo alto se dietro c’è la garanzia di un lavoro tutelato» ha puntualizzato la Garvaglia. Una certificazione di qualità e tutela dei diritti.

Ilaria Sacchettoni

Cronaca di Roma