Roma. Commercio: la prima domenica è subito caos

28/03/2002

1) Commercio: la prima domenica è subito caos
2) Shopping street, il rilancio del commercio nelle mani dei negozianti






Commercio: la prima domenica è subito caos

E’ stata sufficiente una sola giornata perché ai sindacati arrivassero le prime segnalazioni su orari di lavoro prolungati e mancato rispetto del turno di riposo. Un osservatorio di Comune e associazioni.

di Alessandro Calvi


ROMA – Turni di lavoro che hanno toccato anche le 14 ore al giorno, collaborazioni invece di vere e proprie assunzioni, mancato rispetto del riposo settimanale. Altro che fiction televisiva, per le commesse romane l’apertura domenicale dei negozi, avviata dalla settimana scorsa, potrebbe trasformarsi in un incubo invece di essere una nuova opportunità di lavoro. Per questo il Comune, con la collaborazione di Cgil, Cisl e Uil, ha immediatamente attivato l’osservatorio previsto dall’accordo firmato a febbraio con i rappresentanti dei commercianti sui nuovi orari di apertura dei negozi nella Capitale. Secondo quell’accordo, gli esercizi commerciali potranno rimanere aperti tutte le domeniche dell’anno nel centro storico e a Ostia mentre nel resto della città l’apertura facoltativa è concessa per 8 mesi su 12.

L’accordo scattava dalla scorsa domenica ed è bastata una sola giornata perché le prime lamentele arrivassero ai sindacati. "Abbiamo apprezzato lo sforzo di tutti, siamo partiti con il piede giusto – spiega Luigi Corazzesi della Filcams Cgil – ma abbiamo già registrato qualcosa che non va". Agli uffici vertenze dei sindacati sono infatti arrivate segnalazioni sul mancato rispetto del riposo settimanale e sull’aumento del numero delle ore lavorative, con turni di lavoro ben oltre il limite fissato dalla legge. Da parte sua, l’assessore Valentini conferma che anche in Comune sono arrivate segnalazioni e che per questo è stato urgentemente riconvocato il tavolo che aveva dato vita all’accordo sui nuovi orari e che ha immediatamente istituito l’osservatorio.

L’iniziativa non è ovviamente rivolta contro gli imprenditori. Associazioni di categoria, Comune e sindacati sono compatti in questa battaglia ma evidentemente nella Capitale c’è qualcuno che non rispetta le regole. Un peccato, secondo sindacati e Campidoglio, perché la nuova disciplina sulle aperture domenicali è un’opportunità per tutta la città. Non soltanto i romani avranno servizi in più e la comodità dei negozi sempre aperti ma soprattutto ci sarebbe la possibilità di creare almeno 3mila nuovi posti di lavoro oltre a far emergere le attività sommerse.

"E’ evidente che il nuovo regime di orari annuali fa sì che gli imprenditori possano programmare per tempo ulteriori investimenti occupazionali – spiega la Valentini – che permetteranno loro di adempiere a tutte le norme contrattuali del settore". Tutto ciò sarà però possibile soltanto nel rispetto delle regole. E se ciò non dovesse avvenire si passerà all’applicazione delle sanzioni che i sindacati hanno chiesto di inasprire.

Al Campidoglio i sindacati hanno fatto anche un’altra richiesta. "L’apertura domenicale – spiega Amedeo Menegoni, della Cisl – non deve essere l’unico servizio che la città riceve". "Discuteremo col Comune di quali altri servizi devono rimanere aperti – aggiunge Corazzesi – Dai trasporti agli asili nido fino a quelli che assicurano la sicurezza". Per questo negli incontri che seguiranno verranno ulteriormente definiti i dettagli e monitorata l’applicazione dell’intesa per verificare se c’è qualcosa da cambiare. "Vogliamo mandare un segnale chiaro – avverte la Valentini – noi staremo all’erta, i lavoratori e le lavoratrici sono sotto protezione".

(27 MARZO 2002; ORE 16:36)



Shopping street, il rilancio del commercio

Lo prevede il nuovo programma di tutela per la città storica. Le singole strade verranno gestite come centri commerciali affidandone l’amministrazione alle associazioni di esercenti.

di Alessandro Calvi


ROMA – I commercianti diventeranno protagonisti della valorizzazione delle proprie strade che verranno gestite come veri e propri centri commerciali. Lo prevede la nuova disciplina sulla tutela e la riqualificazione del commercio nella città storica che ha avuto oggi il via libera all’unanimità dal consiglio comunale. Il provvedimento, messo a punto dall’assessore al Commercio, Daniela Valentini, contiene il quadro normativo generale all’interno del quale entro dicembre, quando scadrà il piano di tutela attualmente in vigore, verrà disegnato il nuovo piano del commercio della città storica.

Il piano dovrà prevedere una serie di strumenti di tutela del tessuto commerciale e artigianale che vanno dalla protezione delle botteghe storiche alla disciplina del tipo di negozi che potranno essere aperti in centro. Tutela significa però anche fornire strumenti alla città per riqualificare la rete commerciale e la novità più importante del futuro piano è certamente l’introduzione della figura dei gestori dei servizi che, utilizzando le tecniche dei centri commerciali, promuoveranno e amministreranno le diverse zone del centro assicurando, tra l’altro, la pulizia e l’igiene, la manutenzione delle aree pedonali e dei parcheggi, l’organizzazione di eventi pubblici, feste e manifestazioni e la cura del decoro urbano. E’ probabile che questi gestori altro non saranno che le attuali associazioni di strada create dagli stessi commercdianti che verranno così coinvolti direttamente nella riqualificazione delle strade su cui affacciano i propri negozi. Strada per strada, in Campidoglio intendono arrivare alla copertura dell’intera città storica i cui confini saranno più estesi di quelli del centro e che verranno successivamente definiti in accordo con quanto previsto dal piano regolatore generale ancora in preparazione.

I primi esempi dovrebbero essere a via Veneto, a San Lorenzo, nell’area della Galleria Colonna e all’Esquilino dove, dopo che i magazzini all’ingrosso dei cinesi si saranno spostati, si porrà il problema di come riutilizzare i grandi spazi lasciati liberi. Esclusa la possibilità che anche l’Esquilino sia invaso da jeanserie o fast food, in assessorato stanno lavorando a una rete commerciale che ridia vita al quaritere e che preveda l’insediamento di negozi in grado anche di costituire centri di aggregazione come potrebbero essere librerie con all’interno delle sale da the.

(27 MARZO 2002; ORE 17:55)