Roma città più aperta: deroghe per i negozi

11/05/2005
    martedì 10 maggio 2005

      Incontro in Campidoglio con commercianti, grande distribuzione e sindacati. La decisione definitiva verrà presa lunedì
      Roma città più aperta: deroghe per i negozi
      Per il 2 e il 29 giugno, serrande alzate sul litorale. E ora si tratta per il Centro storico

        di MAURO EVANGELISTI

        Il primo risultato è molto probabile. Il 2 e 29 giugno, giorni festivi nella lista degli “intoccabili”, i negozi a Ostia potranno aprire. Il secondo è possibile: in quelle due giornate potrebbe essere concessa l’apertura anche nel centro storico della Capitale. Per cancellare quanto visto, per esempio, il 25 aprile: Roma invasa dai turisti, trasformata in un surreale ipermercato all’aperto degli abusivi.

        Ieri mattina, in Campidoglio, si è svolto il primo incontro sul calendario delle aperture nei giorni festivi. Al tavolo con l’assessore al Commercio, Franco Cioffarelli, si sono seduti rappresentanti dei commercianti, della grande distribuzione, del sindacato dei lavoratori. La linea sulla quale, pur con qualche distinguo, in molti si trovano d’accordo è di seguire la scia di un’intesa che venne recepita in un’ordinanza nel 2002. Di fatto, posizionava da aprile a ottobre la possibilità di aprire la domenica, allargava quel periodo a tutto l’anno per il centro storico. Indicava però i giorni festivi in cui non sono possibili deroghe, i negozi devono restare chiusi (primo gennaio, Pasqua e Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, primo maggio, 2 e 29 giugno, 15 agosto, 25 e 26 dicembre). Dalla grande distribuzione c’è la richiesta di liberalizzare il più possibile le aperture, ma sindacati, Confcommercio e Confesercenti comunque non faranno mai passare una svolta di questo tipo.

        «Penso che lunedì prossimo – si dice ottimista l’assessore al Commercio, Franco Cioffarelli – si potrà trovare un punto d’incontro comune. Per ragioni d’urgenza, però, anticiperemo le deroghe per il 2 e il 29 giugno, siamo pronti a dare una risposta positiva alle richieste che ci arrivano dagli operatori di Ostia. Dobbiamo riflettere per il centro storico ed altre zone di Roma con maggiore afflusso turistico. Qui vi sono maggiore resistenze».

        Chi in una pioggia di aperture rischia di non tirare più il fiato è il popolo delle commesse e dei commessi, i dipendenti. Spiega Silvana Morini, leader di Filcams Cgil: «Siamo disponibili al dialogo, ma vogliamo due rassicurazioni. La prima è un reale rispetto delle regole. Un solo esempio: il 2 giugno di un anno fa vi furono alcuni ipermercati che aprirono, in barba all’ordinanza. La seconda è che si restituisca forza all’osservatorio sul reale rispetto dei contratti di lavoro, in particolare per il lavoro domenicale». Anche la Confesercenti preme perché sia garantito il rispetto delle regole. «Servono più controlli. Poi, sul calendario – dice il segretario Valter Giammaria – c’è disponibilità a un accordo, i presupposti ci sono tutti. Qualcuno ha richiesto di prolungare a novembre l’arco temporale in cui, chi vuole, può aprire anche la domenica. Però, deve esserci una compensazione, bisogna limitare le aperture in altri periodi, perché comunque il conto complessivo resti inalterato». Flessibilità, ma con giudizio: è la sintesi dell’opinione di Roberto Polidori, vicepresidente di Confcommercio: «Nessuna barricata sul 2 e il 29 giugno, in particolare per quanto riguarda l’area di Ostia, Ostia Antica e Casal Palocco, che realmente vive una situazione particolare. Comunque, alcuni punti fermi bisogna lasciarli e penso che su questo concordi anche l’assessore Cioffarelli. Ma l’agenda di questo confronto dovrà avere altri punti importanti, strettamente collegati a quelli delle aperture nei giorni festivi». Il primo è contrastare l’avanzata del commercio abusivo che spesso, in centro, sfrutta proprio i giorni festivi di chiusura per “controllare” il territorio. «Come possono chiedere di avere un commercio ordinato e rispettoso degli orari – allarga le braccia Polidori – quando poi la città è in mano ai venditori abusivi?». Il secondo è ancora più insidioso: l’avanzata di nuovi giganti commerciali. Cioffarelli chiude con una nota positiva: «Speriamo tutti che l’aumento dei flussi turistici abbia ricadute positive per i commercianti ma anche per i lavoratori ai quali si chiede di lavorare durante alcune festività».