Roma: chiusa farmacia, è troppo aperta

26/11/2007
    domenica 25 novembre 2007

    Pagina 7 – CAPITALE & LAVORO

    roma/mercato

    Chiusa farmacia, è troppo aperta

      f.p.

      E’ la strana storia a Roma di una grande farmacia che piace ai cittadini ma che non piace all’ordine dei farmacisti. E’ la storia di una liberalizzazione fatta dalla titolare nel 2002, controcorrente in epoca berlusconiana, e diventata apparentemente indifendibile oggi che questa è una linea-guida del governo Prodi. E’ una storia di territorio, di fatti che interessano davvero la gente, di quelli che la politica «del fare» amerebbe gestire, se non fosse troppo distratta. E’ una piccola storia esemplare.

      La farmacia Igea di via Trionfale, quartiere di Roma nord grande come una città nella città, è stata chiusa da una ordinanza del sindaco. Motivo, perché rimane sempre aperta. Notte e giorno, sette giorni su sette, ambiente da supermarket dove si trova di tutto e di più, con 65 lavoratori che si alternano regolarmente nella turnazione. Due settimane di chiusura in estate sono l’unica concessione che la titolare fa alle richieste dell’ordine dei farmacisti.

      Ieri sono state raccolte un migliaio di firme a sostegno di una battaglia difficile, di clienti e di cittadini che credono in un servizio migliore. Gente di quartiere e gente di altre parti di Roma, che vanno lì potendo contare su una disponibilità inconsueta. Questa mattina, dopo 36 ore di saracinesche chiuse, la farmacia Igea riaprirà, in attesa però di una nuova chiusura se la gestione manterrà l’apertura ininterrotta e di multe settimanali da 2.000 euro, puntuali negli ultimi cinque anni, contro le quali la titolare ricorre sperando di non pagarle. «L’ordinanza – spiega la dottoressa Maria Caterina Ingria, titolare della farmacia, sospesa per un mese dal suo ordine – è del 3 giugno 2004, è stata eseguita solo adesso perché il mio ricorso all’ordine dei farmacisti è stato rigettato. I miei colleghi considerano il nostro lavoro una concorrenza sleale, eppure ci sono altre farmacie in deroga che lavorano sempre. Perché io no?». La richiesta della dottoressa è che il sindaco Walter Veltroni ritiri l’ordinanza e che la Regione guidata da Piero Marrazzo cambi le regole della legge 26 – che disciplina gli orari delle farmacie – varata nell’agosto del 2002 dalla giunta Storace, pare su proposta di due consiglieri-farmacisti.

      Per capire quanto è utile una farmacia sempre aperta, soprattutto per le fasce più deboli o più sole della popolazione, bisogna farci un salto. La cortesia dei lavoratori, di qualsiasi turno, è intanto compresa nel prezzo, cosa spesso non scontata a Roma. La competenza invece non è un optional e alla farmacia Igea è allargata anche a settori in genere lasciati sguarniti in altre esercizi con la croce verde. Uno, importante, è quello della celiachia, qui presa di petto con un grande scaffale e tre frigoriferi dedicati ai prodotti senza glutine, malattia purtroppo sempre più diffusa. Nelle farmacie «normali», questi prodotti sono pochissimi e si devono ordinare. Nel centro della dottoressa Ingria, invece, non solo si può scegliere ma ci sono due addette che consigliano, che scambiano opinioni sui prodotti con altri clienti e le condividono con altri ancora, una specie di piazza non virtuale ma reale. Come la battaglia della farmacia Igea, che continua.