Roma, caos nel centrodestra Alemanno azzera la giunta

11/01/2011


Crolla il gradimento, pesa anche l´effetto-parentopoli
Scelta anticipata a Cicchitto e Gasparri. Veltroni: scene che non si vedevano dai tempi di Sbardella

ROMA – Sfregiato dallo scandalo sulle assunzioni facili nelle aziende comunali, sfibrato dalla guerra interna al Pdl che da mesi lo costringe all´impasse più totale, ieri il sindaco Gianni Alemanno ha deciso di far saltare il banco e azzerare la giunta, nella speranza di pescare il jolly che lo rimetta al centro della scena. Un´idea accarezzata da tempo, quella di cambiare la squadra di governo in caduta libera in tutti i sondaggi, ma sempre rinviata a causa della lotta intestina fra ex, forzisti e aennini.
Una guerriglia combattuta a colpi di veti incrociati e «acquisti» di consiglieri in aula: un rosolamento a fuoco lento che l´inquilino del Campidoglio ha capito di non potersi permettere a lungo. E così, dopo aver letto la rilevazione del Sole 24ore che lo precipita al 73esimo posto fra i sindaci più amati d´Italia (meno 5 punti rispetto all´indagine precedente), ha rotto gli indugi e revocato le deleghe a tutti gli assessori. Mossa anticipata ai capigruppo pidiellini di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, spiazzati dall´accelerazione della crisi ma comunque d´accordo sull´urgenza di una svolta. Un vertice avvenuto a Montecitorio e subito stigmatizzato dall´ex sindaco Walter Veltroni perché, dice, «siamo tornati ai tempi in cui i potenti della coalizione decidono chi fa l´assessore, E questo non si vedeva dai tempi di Sbardella». E se per il suo predecessore l´azzeramento dell´esecutivo romano «è una dichiarazione di inadeguatezza», per Alemanno è l´occasione per ripartire. Come spiega lui stesso in una nota in cui illustra «la necessità di avviare un cambiamento». La prova, per l´opposizione, del fallimento del centrodestra nella capitale. «A questo punto per coerenza si dovrebbe dimettere anche il sindaco», tuona il segretario romano del Pd Marco Miccoli. perchè «non era mai successo che dopo appena due anni e mezzo la giunta fosse revocata». «Scelta giusta e coraggiosa» ribatte il capogruppo del Pdl Luca Gramazio.
A rischiare il posto sono in quattro o cinque: l´assessore ai Trasporti Sergio Marchi, all´Ambiente Fabio De Lillo, al Personale Enrico Cavallari, alla Scuola Laura Marsilio. Ma siccome gli ultimi due sono ben protetti, se alla fine dovessero restare verrebbero comunque ridimensionati. E c´è poi l´incognita Umberto Croppi: il titolare della Cultura che ha seguito Fini in Fli ma è nel cuore di Alemanno. Una cosa è certa: quasi tutte le deleghe verranno riassegnate entro giovedì, in tempo per il tradizionale scambio di auguri con il Papa previsto per venerdì. Duplice l´obiettivo: allontanare i fantasmi di Parentopoli e ricompattare una maggioranza sfilacciata. Coltivando il sogno di allargare all´Udc. Ma in serata Pierferdinando Casini chiude: «Entrare in giunta non è nel novero delle cose possibili».