Roghi di Ancona, sospetti su un vigilante

20/12/2000
La Stampa web






 


Mercoledì 20 Dicembre 2000
Roghi di Ancona, sospetti su un vigilante
Nella casa del giovane un arsenale di guerra

ANCONA

Una guardia giurata è stata arrestata la notte scorsa dai carabinieri. L’uomo, che ha 35 anni, si chiama Piergallini e lavora per la Metronotte, una ditta che svolge i servizi di sorveglianza nell’ospedale regionale. E’ finito in manette con l’accusa di possesso di munizioni da guerra. L’arresto potrebbe essere collegato agli attentati incendiari negli ospedali di Ancona, ma al momento non ci sono conferme da parte degli inquirenti. Anche se nel corso delle indagini sono emerse più volte indiscrezioni secondo cui le attenzioni dei magistrati sarebbero rivolte, tra l’altro, all’ambiente della vigilanza.
L’uomo finito in manette era nella sua auto, un’Alfa 75, nel centro cittadino di Falconara Marittima, a pochi chilometri da Ancona. Il suo atteggiamento, o la sua presenza a quell’ora (circa l’una) in quella zona, hanno insospettito i vigili urbani, che si sono avvicinati alla vettura per un controllo. Piergallini, però, esibendo una paletta di segnalazione (poi risultata falsificata), è riuscito ad allontanarsi dicendo qualcosa come «sono un collega». I vigili hanno immediatamente avvisato il 112.
Una pattuglia dei carabinieri ha intercettato poco dopo l’auto al bivio per Torrette, dove si trova proprio l’ospedale regionale vittima dei piromani. I militari hanno così fermato la guardia giurata scoprendo che questa aveva una radio ricetrasmittente – sintonizzata sulle frequenze dei carabinieri e dov’erano memorizzate quelle delle altre forze di polizia – e la paletta falsificata, con le insegne della polizia riprodotte con i trasferibili. Il vigilante è stato quindi portato in caserma.
A seguito di una perquisizione nella sua abitazione sono poi state trovate una pistola in dotazione alla guardia giurata, con le munizioni prescritte per quell’arma, e 15 cartucce calibro 9 Parabellum, che si adattavano anch’esse alla pistola ma erano illegali, perché munizioni da guerra che non sono in vendita in armeria. La guardia giurata teneva in casa, inoltre, un tesserino della polizia contraffatto (un documento sul quale aveva attaccato la sua fotografia), altre tre radio ricetrasmittenti, tutte sintonizzate sulle frequenze delle forze dell’ordine, sei coltelli di tipo proibito, un lampeggiante blu magnetico e, particolare curioso, una fotografia che lo ritraeva in uniforme da commissario di polizia. Ma a quanto pare la guardia giurata non ha mai militato in qualche corpo. Il trentacinquenne è finito in manette per la detenzione illegale delle munizioni e dei coltelli, mentre la sua posizione dovrà essere valutata per quel che riguarda il materiale falsificato.
Si è appreso poi che Piergallini sarebbe figlio di un ex poliziotto e questo potrebbe spiegare la foto in divisa e il possesso dei proiettili Parabellum, in dotazione alle forze di polizia.
Quanto all’ipotesi più inquietante, che l’uomo possa essere in qualche modo ricollegato agli attentati, da parte degli investigatori non viene nessuna conferma. È intuitivo, comunque, visto che proprio di vigilantes si era parlato nel corso dell’inchiesta come di possibili soggetti su cui concentrare l’attenzione. Per le notti in cui sono avvenuti gli incendi dolosi il vigilante avrebbe già fornito un alibi che verrà ora verificato. La sua auto è dello stesso tipo di quella color rosso che sarebbe stata vista da alcuni testimoni in una o più occasioni nelle vicinanze delle strutture ospedaliere prese di mira.