Robintur, Nuova Planetario, esito incontro 13/12/2016

Roma, 14 dicembre 2016

Testo Unitario

Si è tenuto il 13 dicembre l’incontro previsto con Robintur/Nuova Planetario per il proseguo del confronto sugli effetti del piano di riorganizzazione avviato dalle due società (ricordiamo che è prevista dal primo gennaio l’incorporazione di Nuova Planetario in Robintur).

L’incontro si è aperto con il resoconto dell’azienda riguardante l’incontro preliminare che la stessa ha effettuato con il Ministero del Lavoro per valutare l’applicazione degli ammortizzatori sociali.

Come prevedibile, il Ministero non si è sbilanciato sulla possibilità o meno di applicare gli ammortizzatori tout court, limitandosi a ribadire i limiti previsti dalla normativa in relazione alla cessazione di attività parziale e totale e ha fatto presente che potrebbe essere necessario valutare l’anzianità contributiva della singola unità produttiva.

Abbiamo ribadito, come anticipato nell’ultimo incontro, che non è possibile avere dal Ministero delle approvazioni preventive, ma che è necessario costruire un piano credibile che possa essere presentato all’istituzione congiuntamente e che sia dalla stessa validato in ogni sua parte.

Si è quindi iniziato un confronto rispetto alla questione della definizione delle unità produttive, nel quale come organizzazioni sindacali abbiamo ribadito che non possiamo accettare che il destino del singolo lavoratore sia legato alla singola agenzia/unità. Le agenzie non possono, a nostro avviso, essere considerate unità autonome, ma sono sedi operative locali, prive delle caratteristiche di autonomia necessarie alla definizione di unità produttiva. Abbiamo fatto presente che tale interpretazione faciliterebbe anche l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nella riorganizzazione.

All’esito del confronto, l’azienda si è detta favorevole a un percorso che prenda in considerazione l’utilizzo della la cassa per riorganizzazione per un periodo limitato. L’utilizzo di questo strumento sarebbe possibile, tra l’altro, anche in presenza di un investimento superiore a quello degli anni precedenti. L’azienda si è dimostrata invece meno propensa all’utilizzo della solidarietà, che noi abbiamo chiesto sia il primo strumento da prendere in considerazione. Sullo sfondo della discussione, rimane comunque il problema di rendere compatibile l’utilizzo degli ammortizzatori con la chiusura delle agenzie prospettata, sul quale peserà il giudizio di applicabilità del ministero del lavoro.

La seconda parte della discussione si è svolta intorno al tema della chiusura della sede Nuova Planetario di Reggio Emilia, che è l’unico aspetto del piano di riorganizzazione già chiarito. Nella chiusura sono coinvolte anche due persone che operano con mansioni di amministrazione a Pordenone.

Abbiamo insistito sulla necessità di individuare soluzioni di ricollocazione sul territorio, anche coinvolgendo il gruppo. Abbiamo espresso profonda insoddisfazione per il comportamento del gruppo e di Robintur sulla vicenda, in quanto assistiamo a un rimpallo di responsabilità e a un’assenza di interlocuzione reale sul tema. Su questo tema proseguiremo le azioni necessarie a dare visibilità alla vertenza e ad ottenere risposte.

Robintur ha ribadito di non aver ricevuto da Alleanza 3.0 nessuna disponibilità a farsi carico delle ricollocazioni, ma si è impegnata a sensibilizzare il gruppo al fine di avviare un dialogo sul territorio.

L’azienda ha inoltre presentato delle soluzioni per i lavoratori e le lavoratrici coinvolti dalla chiusura, proponendo un bonus una tantum di 2000 euro per coloro che accetteranno il trasferimento su Bologna e una buona uscita di 4 mensilità, con l’assorbimento del preavviso, per coloro che opteranno per una risoluzione consensuale. Tale incentivo sarebbe disponibile fino a un massimo di 10 adesioni.

Abbiamo respinto totalmente l’idea che si possano individuare in questa fase soluzioni di uscita dei lavoratori, stante anche l’annunciata apertura della mobilità ex 223/91. Le platee di lavoratori delle sedi amministrative sono infatti concorrenti e l’esubero eventuale che verrà dichiarato non potrà ricadere prioritariamente su una delle sedi. L’incentivo proposto non è comunque interessante in quanto inferiore alla media dei preavvisi spettanti ai lavoratori.

Abbiamo invece chiesto che si lavori meglio sul sostegno a coloro che accetteranno il trasferimento, individuando soluzioni strutturali e non una tantum. Inoltre abbiamo chiesto che si possano considerare verticalizzazioni dell’orario per i part time e lavoro a distanza (da una delle sedi che rimarranno aperte su Reggio o da casa) per minimizzare l’impatto del trasferimento.

L’azienda si è detta disponibile a ragionare su forme di verticalizzazione e si è impegnata a fare ulteriori valutazioni sull’accompagnamento economico ai trasferimenti. Ha invece escluso categoricamente il ricorso al lavoro a distanza.

Su queste basi il confronto riprenderà a gennaio, dopo la presentazione del piano di riorganizzazione alle OO.SS., fissata al 30 dicembre, ore 10, presso la sede di Bologna.

Un ulteriore incontro è stato fissato, per il proseguo del confronto, al 16 gennaio, ore 10.30, sempre presso la sede aziendale di Bologna.

    p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt