Rivolta di sindacati e imprese, Pezzotta: “Una liturgia inutile”

15/06/2005
    mercoledì 15 Giugno 2005

    Pagina 13 – Economia

    La Cgil: sbagliato toccare l´Iva. Confindustria contro la tassazione degli ammortamenti. Critiche da banche e commercianti

      Rivolta di sindacati e imprese
      Pezzotta: "Una liturgia inutile"

        La Uil: diabolica l´idea
        di coprire una riduzione
        delle tasse aumentando altre tasse

        Confcommercio: se favoriscono
        solo le grandi imprese
        ci mettiamo di traverso

          LUISA GRION

            ROMA – Dicono no i sindacati, temendo che per tagliare un´imposta a carico degli industriali il governo pensi di aumentarne una (l´Iva) che colpisce a cuore i consumatori. Non ci stanno le Regioni, che temono forti ripercussioni sui loro bilanci. Né le banche, arrabbiate perché escluse dalla partita. Né i commercianti, contrari ad un privilegio che considerano concesso solo alle grandi aziende e non a quelle più piccole.

            La discussione attorno al taglio dell´Irap, o meglio alla copertura che il governo dovrà trovare per renderlo possibile. In un modo o nell´altro, le diverse ipotesi in campo finiscono per toccare i "nervi scoperti" delle parti sociali. E alla fine hanno pesato nella decisione di finale di abbandonare il decreto per rinviare tutto alla Finanziaria. fino ieri le polemiche hanno riguardato sia i metodi usati dal governo durante le consultazioni che i contenuti.

            Chiarissimo il messaggio dei sindacati: giù le mani dall´Iva. «Il provvedimento è sbagliato nei tempi e nei modi ed è senza copertura – ha detto Marigia Maulucci della Cgil – Se l´idea è quella di aumentare l´Iva aumenteranno le diseguaglianze, visto che quell´imposta colpisce tutti in maniera indiscriminata». Stessa linea per la Cisl: « Gli incontri fra governi e parti sociali stanno diventando una liturgia inutile» ha commentato Savino Pezzotta. Per la Uil di Luigi Angeletti «l´idea di coprire una riduzione delle tasse con l´aumento di altre tasse è diabolica».

            Tensione alle stelle anche nelle Regioni: l´Irap è la principale fonte di finanziamento del Sistema sanitario nazionale, e anche se il ministro Siniscalco ha fornito rassicurazioni in proposito, le ripercussioni sulle entrate fanno paura. «Non è stata chiarita quale sarà la copertura e ciò è molto preoccupante» ha commentato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni. Né sono tranquilli i Comuni. «Il taglio dell´Irap come si finanzia? Questa è la domanda, ma la risposta non c´è» ha detto Leonardo Domenici, presidente dell´Anci.

            Infine la battaglia degli esclusi, commercianti in testa. Sergio Billè presidente della Confcommercio sente «odore di partite truccate»: «Se dovesse prevalere l´ipotesi di favorire solo le grandi imprese ci metteremo di traverso» ha detto. Marco Venturi, leader della Confesercenti fa notare che «aumentando l´Iva si finirebbe per penalizzare i consumi». Protesta anche l´Abi, l´associazione delle banche : «il decreto non ci piace – ha detto il presidente Maurizio Sella – escluderci dal provvedimento con incerte promesse sul futuro, significa non riconoscere il ruolo che stiamo svolgendo per la tenuta dell´economia del paese». Un avvertimento arriva perfino dalla Confindustria, che pure beneficia del taglio. Gli industriali temono che il governo punti ad allargare la base imponibile dell´imposta allargandola agli ammortamenti. «Se così fosse – commenta il vicepresidente Andrea Pininfarina – allora preferiamo che non tocchiate l´Irap».