RIVIERA ROMAGNOLA, TANTO LAVORO IRREGOLARE

02/08/2010

2 agosto 2010

Riviera romagnola, tanto lavoro irregolare

Rimini, Riccione, Cesena e chissà quante altre località, sono tante le segnalazioni dei sindacati di casi di lavoro irregolare nella riviera romagnola. Lavoro sommerso, nero o non retribuito, un fenomeno purtroppo diffuso che con sta emergendo con molte difficoltà.
La Filcams Cgil di Rimini già da qualche tempo sta seguendo alcune vertenze; nella maggior parte dei casi prevalgono situazioni in cui i lavoratori non percepiscono le loro retribuzioni.
Prima il caso dei dipendenti dell’hotel Maracaibo che avevamo deciso lo “sciopero della cena” per protestare contro la propria azienda per i mancati pagamenti, ed ora, l’ultimo caso solo in ordine di tempo, i lavoratori della discoteca Paradiso che sostengono, anche loro, di non essere stati pagati.
Diffusi fenomeni di illegalità nel Cesenatico sono stati denunciati dalla Cgil e dalla Filcams, durante una conferenza stampa.
“Nel settore turistico e ricettivo le imprese ispezionate che presentano irregolarità sono oltre l’80%” ha affermato Paolo Montalti della Filcams Cgil di Cesena.
Non applicazione delle norme della contrattazione nazionale, in particolare sul giorno di riposo e sulle retribuzioni, ore di addetti con profili bassi come camerieri di sala che dovrebbero costare al datore di lavoro oltre 10 euro lorde e finiscono per essere pagate anche un terzo a chi è utilizzato 12-14 ore al giorno piuttosto che le 40 settimanali da contratto, sono alcune delle irregolarità riscontrate dalla Filcams.
Un serio problema, ostacolato anche dalle poche denunce ricevute, visto il timore di molti lavoratori nel denunciare i propri datori di lavoro, per paura di perdere il posto: “Molto spesso i lavoratori stagionali” racconta Mauro Rossi della Filcams Cgil di Rimini “molti dei quali sono in nero, accettano il lavoro anche se si trovano di fronte a dei veri e propri ricatti : se ho i soldi per pagarti bene, altrimenti ti arrangi. Dopo di che, in alcuni casi, arrivano le minacce : e il lavoratore muove una vertenza rischia grosso, anche il posto.”