Riunione annuale FMI e BM: le richieste del sindacato internazionale





Riunione annuale FMI e BM: le richieste del sindacato internazionale, mentre si aggravano le previsioni per l’economia italiana, europea e globale
18/04/2012

In occasione della prossima riunione annuale di Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale (Washington 20 -22 aprile), le Global Unions hanno presentato ai governi e alle due istituizioni internazionali un documento (vedi traduzione allegata) con le loro considerazioni e proposte, dal titolo “Crescita centrata sull’occupazione e riduzione delle diseguaglianze devono diventare le priorità della Istituzioni Finanziarie Internazonali”.

Il movimento sindacale internazionale è profondamente preoccupato per la nuova caduta dell’economia nella maggior parte delle regioni del mondo, anche come conseguenza di decisioni premature di consolidamento fiscale, in particolare con le dure politiche di austerità in Europa. Piuttosto che concentrarsi nell’assistenza ai Paesi che affrontano insostenibili livelli di debito, le Istituzioni Finanziarie Internazionali (IFI) e il G20 stanno sostenendo politiche governative che intensificano la perdita di posti di lavoro, il lavoro precario e la compressione dei salari. Questi fenomeni colpiscono particolarmente i giovani lavoratori.

Il documento delle Global Unions fa appello alle IFI a rifocalizzare la loro politica sulla priorità di strategie che creino occupazione, e offre proposte concrete su come attuare questo obiettivo. Le Istituzioni Finanziarie Internazionali debbono svolgere un ruolo positivo nel sostegno alla creazione di posti di lavoro e alla ripresa economica globale, attraverso iniziative come il lavoro congiunto tra il FMI e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) per una crescita centrata sull’occupazione, le loro sollecitazioni nel processo preparatorio del G20 e di “Rio + 20”, e il prossimo Rapporto sullo Sviluppo Mondiale della Banca Mondiale sul tema del lavoro.

La nuova strategia della Banca sulla protezione sociale e il lavoro presenta avanzamenti, rispetto al passato, in alcune aree per l’impegno della Banca nell’implementazione dello zoccolo di base di protezione sociale (social protection floor) e il miglioramento del rispetto dei diritti fondamentali del lavoro. La prossima revisione della sua politica di salvaguardie rappresenta per la Banca un’opportunità per assicurare il rispetto di questi diritti nelle attività proprie della Banca stessa.

Il documento del sindacato internazionale contiene anche raccomandazioni per le azioni che il FMI deve prendere con il Financial Stability Board per promuovere l’adozione di un appropriato quadro regolatorio per le istituzioni finanziarie al fine di evitare il ricorrere di crisi finanziarie e di assicurare che il settore finanziario contribuisca allo sviluppo dell’economia reale, anche atttraverso tassazioni delle transazioni finanziarie.


Infine, contiene proposte per il contributo che il FMI dovrebbe dare al sostegno di strutture di governace trasparenti e responsabili nei paesi membri, particolarmente nel Medio Oriente e nell’Africa del Nord.

Il documento raccomanda che le IFI costituiscano un esempio, migliorando la trasparenza e la rappresentatività delle loro stesse strutture di governance, e contribuendo pienamente al Partneriato per una Efficace Cooperazione allo Sviluppo stabilito a Busan.

Intanto, il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso l’aggiornamento trimestrale delle sue previsioni economiche globali. Sotto il titolo “La crescita riprende, ma i pericoli rimangono”, il Fondo segnala che la crescita dell’economia globale scende dal + 4% nella previsione di fine 2011 al + 3,5% nell’attuale previsione, con un leggero miglioramento rispetto alle previsioni, ancora più fosche, del gennaio scorso. In particolare, per l’euro zona si continua a prevedere una recessione per tutto il 2012, come risultato delle crisi del debito sovrano, di una perdita generale di fiducia, della caduta dei prestiti bancari all’economia reale e delle pesanti misure di austerità adottate in risposta alle pressioni dei mercati finanziari.

La situazione europea segna negativamente l’insieme delle economie sviluppate, la cui crescita è prevista in un modesto 1,5% nel 2012 e 2% nel 2013.

Questa situazione si riflette, a sua volta, nelle difficoltà alla creazione di posti di lavoro nelle economie sviluppate e nella crescita della disoccupazione in diversi paesi europei tra cui l’Italia.

Le previsoni per il nostro paese sono, infatti, molto negative, con una previsone di calo del PIL nel 2012 dell’1,9%, che continuerebbe con un -0,3% nel 2013, ipotizzando una qualche ripresa solo alla fine del prossimo anno.

Per l’Italia, ancora, recessione, tagli alla spesa pubblica, caduta dei redditi e dei consumi, nonostante l’aumento della pressione fiscale, renderebbero, secondo il FMI, irraggiungibile il programmato pareggio di bilancio per il 2013, posticipandolo in realtà al 2017.

(il testo inglese dell’intero rapporto all’indirizzo web:
http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/01/index.htm )

La Banca Mondiale, infine, ha nei giorni scorsi scelto il nuovo presidente che inizierà il suo mandato quinquennale il 1° lulglio 2012.

Non a sorpresa la scelta è andata sul candidato statunitense Jim Yong Kim, confermando la prassi che vuole questa carica attribuita agli USA, mentre la Direzione Generale del FMI rimane ad un europeo (adesso la francese Christine Lagarde).

Tuttavia, il segno che gli equilibri stanno cambiando anche nelle Istituzioni Finanziarie Internazionali è dato dal fatto che, per la prima volta, sono state presentate candidature alternative. Il colombiano Josè Antonio Ocampo ha, all’ultimo momento, ritirato la sua candidatura, appoggiando quella della signora Ngozi Okonjo- Iweala, già ministro del bilancio della Nigeria, sostenuta dai paesi emergenti. In realtà sembra che si debba anche al cambio di posizione della Russia (del cosiddetto gruppo dei BRICS) e al voto del Messico il via libera al dottor Kim. Peraltro, l’amministrazione Obama aveva presentato la candidatura di un americano di origine coreana e con un background legato alle politiche sanitarie e ai temi dello sviluppo più che a quelli finanzairi anche per andare in qualche modo incontro alle aspettative degli “emergenti”.

A cura di Leopoldo Tartaglia