Ritorna il sogno del posto fisso così i giovani guardano oltre la crisi

23/12/2009

Gli italiani si schierano a fianco di chi protesta in difesa del lavoro. Manifestazioni, scioperi, picchetti: le azioni dei lavoratori "a rischio" sono circondate da grande consenso. Perfino quando assumono le forme più estreme trovano appoggio presso l´opinione pubblica. E´ uno degli aspetti più rilevanti segnalati dalla ventiquattresima indagine dell´Osservatorio Demos-Coop sul Capitale sociale.
La fine della crisi, nell´opinione delle persone, è un orizzonte che si sposta in avanti nel tempo. Una sorta di miraggio: quatto persone su dieci (38 per centro, contro il 31 per cento di sei mesi fa) pensano che durerà ancora per più di due anni. Sebbene nelle previsioni di breve periodo si registrino timide aspettative di miglioramento, molte famiglie continuano a vivere situazioni di forte disagio. Per questo, tende a emergere una grande solidarietà nei confronti di chi rischia il posto di lavoro. E l´approvazione della protesta cresce proprio tra chi vede allontanarsi il ritorno a una fase economica più distesa.
Il favore registrato dal sondaggio investe le forme di azione più tradizionali e istituzionalizzate: un´ampia maggioranza appoggia i lavoratori che protestano davanti alle aziende (80 per cento) o scendono in piazza con la Cgil (65 per cento). Ma riguarda anche le manifestazioni di dissenso più spontanee (isolate e spesso clamorose): quasi i due terzi degli intervistati è favorevole all´occupazione delle aziende; il 25 per cento approva perfino i sequestri dei dirigenti d´azienda da parte di tecnici e operai.
Il lavoro a rischio, reso ancor più drammatico in questo momento pre-natalizio, si configura come una questione sociale diffusa. Nella quale si innestano anche altre iniziative di protesta, che annoverano a loro volta numerosi simpatizzanti (le manifestazioni a favore della ricerca e dei giovani ricercatori; le occupazioni studentesche contro la riforma della scuola). La geografia sociale e politica di queste posizioni presenta tratti specifici e trasversali al tempo stesso. Trasversali, del resto, sono anche i rischi legati al lavoro. I giovani (18-24 anni), come spesso accade, sono i più vicini al fronte della contestazione. Assieme agli operai. I lavoratori atipici, come prevedibile, solidarizzano più di ogni altro gruppo con la protesta (anche estrema). L´apertura verso il dissenso è elevata soprattutto a centro-sinistra, ma raggiunge livelli significativi anche tra gli elettori delle forze di governo. La maggioranza dell´elettorato leghista, ad esempio, vede con favore la manifestazione della Cgil.
Il 52 per cento, tra gli elettori del Pdl, approva le occupazioni. Se tra gli elettori del Pd prevale l´appoggio di azioni "convenzionali", gli elettori della sinistra radicale (e in parte dell´IdV) mostrano un volto più movi-mentista