Ritorna il catalogo Postalmarket

03/11/2003



  economia e lavoro


01.11.2003
A riprenderne la pubblicazione, in forma ridotta, è il gruppo friulano Bernardi che si è anche impegnato a riassumere i 573 lavoratori
Ritorna il catalogo Postalmarket, ora tocca ai dipendenti

Luigina Venturelli

MILANO Nelle case degli italiani sta per tornare Postalmarket, il famoso catalogo di vendite per corrispondenza. Un ritorno che sarà gradito ai consumatori, che potranno acquistare a prezzi convenienti 4.200 articoli tra abbigliamento, intimo, tessile casa, complementi d’arredo e piccoli elettrodomestici, e ancor più ai 573 dipendenti dell’azienda, che potranno riavere il posto di lavoro. Il catalogo, la cui uscita era stata sospesa nel settembre dello scorso anno a causa della pesante crisi finanziaria dell’azienda, è in distribuzione in questi giorni, in un’edizione ridotta di 135 pagine (a mezzo milione di clienti affezionati scelti fra 18,5 milioni di nominativi), in attesa dell’uscita dell’edizione completa di 400 pagine prevista per il prossimo gennaio.
A riprendere la pubblicazione di Postalmarket è il gruppo friulano
Bernardi, attivo nel settore della grande distribuzione di abbigliamento, che tre mesi fa ha rilevato Postalmarket dall’amministrazione controllata per rilanciarla e rinnovarla con la formula del negozio virtuale comprendente, oltre al catalogo cartaceo, anche un sito di ecommerce (www.postalmarket.it) ed una programmazione di vendite televisive.
«È un piccolo catalogo di grandi occasioni al prezzo più conveniente
- ha sottolineato l’amministratore unico del gruppo Bernardi, Riccardo Di Tommaso – per fornire un servizio efficiente e rapido quanto cortese e sicuro». Il criterio ispiratore del piano industriale predisposto per il rilancio del marchio Postalmarket, che ha quasi 50 anni di storia, ha continuato il dirigente, è quello del «prezzo più basso sul mercato per il cliente».
Ma le notizie migliori riguardano la salvaguardia dei posti di lavoro.
Con l’acquisizione di Postalmarket, costata 40 milioni di euro, il
gruppo Bernardi ha infatti assunto l’impegno con il Ministero delle Attività produttive, con quello del Lavoro e con le organizzazioni sindacali di occupare i 573 dipendenti di Postalmarket, di cui 40 entro il mese di ottobre 2003. «È un impegno – ha sottolineato DiTommaso – che abbiamo mantenuto e anticipato perché in soli tre mesi siamo diventati pienamente operativi e ad oggi abbiamo riassorbito 78 persone, il doppio rispetto agli accordi presi».
I rimanenti lavoratori dovrebbero essere assunti nell’arco di due anni. «L’accordo sindacale – ha spiegato Federico Antonelli della Filcams Cgil – prevede l’occupazione di una prima tranche di 150 persone entro un anno e mezzo, a cui dovrebbe seguire la riassunzione di tutti gli altri ex dipendenti, all’interno di un piano d’investimenti per la costituzione di un centro commerciale a Milano. Nel frattempo, però, i sindacati stanno anche collaborando con i comuni dell’hinterland per trovare altri sbocchi di lavoro sul territorio».




1 novembre 2003
Torna Postalmarket con la strategia del prezzo più basso
Torna Postalmarket nelle case degli italiani: il catalogo di vendita per corrispondenza, la cui pubblicazione era stata sospesa nel settembre dello scorso anno, è in distribuzione in questi giorni, in un’edizione ridotta di 135 pagine, in attesa dell’uscita del catalogo generale di 400 pagine, prevista per il prossimo gennaio. Nel frattempo, proprio da oggi sarà attivo «digitalmente» con il nuovo portale Internet all’indirizzo www.postalmarket.it.
A riprendere la pubblicazione di Postalmarket è il gruppo friulano Bernardi, attivo nel settore della grande distribuzione di abbigliamento, che, tre mesi fa, ha rilevato Postalmarket dall’amministrazione controllata per rilanciarla e rinnovarla – spiegano alla Bernardi – con la formula del «negozio virtuale» comprendente, oltre al catalogo cartaceo, anche Internet e televendite.
Il ritorno di Postalmarket nelle case italiane avviene con un catalogo che comprende 4.200 articoli (tra abbigliamento donna, uomo, bambino, intimo, tessile casa, complementi d’arredo, elettronica, attrezzature wellness, fitness e piccoli elettrodomestici) che sarà spedito a mezzo milione di clienti «affezionati» scelti nel database dell’azienda fra 18,5 milioni di nominativi.
«È un piccolo catalogo di grandi occasioni al prezzo più basso sul mercato», sottolinea l’amministratore unico del gruppo Bernardi, Riccardo Di Tommaso, che nella sua lettera di presentazione ai clienti spiega che la «vasta e nuova gamma di articoli» viene proposta «non tanto con una politica di sconti, quanto garantiti al prezzo più conveniente che si possa trovare sul mercato» con «l’intento di fornire un servizio efficiente e rapido quanto cortese e sicuro». Il criterio ispiratore del piano industriale predisposto per il rilancio del marchio Postalmarket, che ha quasi 50 anni di storia – sottolineano alla Bernardi – è quello del «prezzo più basso sul mercato per il cliente», che – aggiungono – ha accompagnato negli anni la crescita del gruppo Bernardi.
L’azienda friulana, che opera nel settore dell’abbigliamento dal 1975, nel 2002 ha registrato un fatturato di 200 milioni di euro, con oltre 150 filiali, distribuite sul territorio nazionale (il gruppo è presente con un suo punto vendita anche in provincia di Bergamo, a Caravaggio), e con un organico di 1.100 dipendenti. Per il 2003 è previsto un fatturato di 220 milioni di euro.
Con l’ acquisizione di Postalmarket, costata 40 milioni di euro, il gruppo Bernardi ha assunto l’impegno con il Ministero delle Attività Produttive, con quello del Lavoro e con le organizzazioni sindacali di occupare i 573 dipendenti di Postalmarket, di cui 40 entro il mese di ottobre 2003. «È un impegno – sottolinea Di Tommaso – che abbiamo mantenuto e anticipato perché in soli tre mesi siamo diventati pienamente operativi e ad oggi abbiamo riassorbito 78 persone, il doppio rispetto agli accordi presi».
Il gruppo Bernardi nei giorni scorsi si era fatto avanti anche per rilevare la gestione in affitto delll’attività che fa capo al gruppo di articoli sportivi Giacomelli (150 punti vendita in Italia compresi i negozi a marchio Longoni, e con due presenze anche in provincia di Bergamo) attualmente in difficoltà finanziaria.