Ristorazione Collettiva, esito plenaria 28/11/2014

Roma, 17 dicembre 2014

si è svolta il 28 u. s. la riunione in plenaria per il CCNL Ristorazione Collettiva.

L’incontro ha fatto seguito alle riunioni della commissione tecnica che ha svolto alcuni approfondimenti rispetto alle tematiche proposte da Angem e da ACI (Alleanza Cooperative Italiane).

Nell’ambito della plenaria le controparti hanno rappresentato nuovamente i punti di loro interesse per giungere alla definizione del CCNL, concentrandosi sostanzialmente su 6 argomenti, già esposti nei precedenti incontri sia in commissione tecnica che in plenaria.

La proposta illustrata vede i seguenti contenuti:

    1)CAMBIO APPALTO prevedere un periodo di 30 giorni per la gestione del cambio di appalto al fine di sviluppare compiutamente il confronto, anche per poter affrontare eventuali modifiche dell’organizzazione del lavoro necessarie alla nuova gestione. Prevedere 6 mesi di anzianità di servizio sul cantiere, In luogo degli attuali 3, per avere il diritto al passaggio alla nuova impresa subentrante. No ad automatismi di mantenimento delle condizioni economiche, sia individuali che collettive aziendali, da parte della nuova impresa che acquisisce i lavoratori nel cambio appalto.
    2)PART TIME individuazione per Ccnl del c.d. “part time scolastico”, prevedendo che il personale assunto in tali mansioni abbia un minimo di orario settimanale di 1,5 ore al giorno, con un meccanismo automatico di consolidamento delle ore supplementari fino a raggiungere l’attuale il minimo contrattuale di 15 ore settimanali. Raggiunto l’orario minimo il consolidamento verrebbe riconosciuto con le medesime modalità previste dal vigente Ccnl Turismo. Innalzamento del limite annuale di 180 ore delle prestazioni supplementari, attualmente in vigore, fino alle 40 ore settimanali. Possibilità di ricorrere alla flessibilità attraverso l’istituto della banca ore, rivedendo l’attuale impianto per renderlo più fruibile da parte aziendale e inserendo anche i lavoratori a part time.
    3)MALATTIA disponibilità al riconoscimento del trattamento economico di carenza malattia (primi tre giorni) anche con certificati medici inferiori ai 6 giorni di prognosi. Modifica delle attuali modalità di calcolo del periodo di comporto di 180 giorni dal 01.01 al 31.12, applicando il conteggio delle suddette giornate sull’anno mobile. Per i neo assunti nel settore hanno chiesto una gradualità di maturazione del periodo di comporto prima di avere riconosciuti tutti i 180 giorni. Conferma delle condizioni più favorevoli e disponibilità a migliorare la parte relativa alle malattie oncologiche.
    4)ROL le controparti hanno affermato che l’istituto non risponde più alle esigenze delle imprese, soprattutto nel caso dei part time a fronte del già ridotto orario di lavoro e l’impossibilità di utilizzare le ore riconosciute per l’attivazione di forme di flessibilità (es. banca ore). Pertanto, fermo restando le ore per ex festività, hanno proposto di mantenere i rol in quota parte, codificandoli come permessi retribuiti, per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e/o a copertura di eventi non prevedibili. Sostanzialmente vorrebbero individuare specifiche e oggettive causali per la richiesta da parte dei lavoratori e conseguente riconoscimento di godimento (es. necessità di assistenza a figli/famigliari). Nel caso di eventi non prevedibili, hanno inteso la condizione che al verificarsi di determinate situazioni che impediscono lo svolgimento dell’attività lavorativa (es. chiusura delle strutture per eventi atmosferici, scioperi del committente, ecc.) l’impresa manterrebbe il pagamento della giornata ricorrendo ai suddetti permessi. Oltre alla definizione delle causali, l’impianto dovrebbe definire il preavviso per chiedere i permessi e la percentuale di assenze in contemporanea del personale che ne fa richiesta sullo stesso appalto. Le modalità relative al preavviso e la percentuale di assenza in contemporanea hanno chiesto di estenderla anche a chi usufruisce dei permessi per L. 104, salvo casi urgenti e non programmabili.
    5)SCATTI DI ANZIANITA’ per le AA. DD. tale istituto contrattuale dovrebbe essere abolito perché ormai superato e conseguentemente non riconosciuto più ai nuovi assunti nel settore, prevedendo per i lavoratori in forza un accordo ponte con il mantenimento ad personam di quanto maturato e non proseguire con la maturazione degli scatti successivi.
    6)PROTOCOLLO REGOLAMENTAZIONE SCIOPERO come da richiesta della Commissione di Garanzia per il Diritto allo Sciopero, nell’ambito della definizione del Ccnl si dovrebbe giungere a riscrivere le norme del settore in materia.

Rispetto alle proposte avanzate dalle controparti, in prima istanza abbiamo ricordato che le OO. SS. hanno presentato una piattaforma rivendicativa per il rinnovo del Ccnl Turismo che ha validità anche per il nuovo tavolo che si è costituito per la definizione di un Ccnl della Ristorazione Collettiva e pertanto i punti da loro rappresentati non sono gli unici sul tavolo da discutere.

Dopo aver ribadito le tematiche di nostro interesse abbiamo sottolineato che tra i punti da loro illustrati non hanno avanzato nulla sugli aumenti retributivi derivanti dalla definizione del nuovo contratto nazionale, condizione necessaria per procedere nella discussione.

In merito al tema salariale ovviamente la risposta è stata che al momento non sono in grado di quantificare i valori da corrispondere perché sono parte dell’equilibrio complessivo con cui si arriverà a chiudere il Ccnl.

Per parte sindacale, nel proseguo del confronto, si è fatto presente che le tematiche poste non hanno nulla di diverso di quanto già sentito negli altri tavoli contrattuali, per cui non si capisce perché si sono voluti dividere stante le medesime rivendicazioni e che tale condizione non favorisce lo sviluppo di una discussione che possa permettere la definizione di un nuovo contratto nazionale di settore se le stesse non vengono accantonate.

Dopo la suddetta precisazione si è proceduto a rispondere nel merito delle questioni avanzate per parte imprenditoriale, fornendo le stesse controdeduzioni sulle materie coincidenti già espresse agli altri tavoli.

CAMBIO APPALTO Relativamente al cambio di appalto, come già detto nei precedenti incontri, abbiamo dichiarato una nostra disponibilità ad aggiornare il protocollo oggi vigente ma non a stravolgerne i contenuti e i principi.

Per gli aspetti da loro presentati abbiamo riconfermato la nostra disponibilità a prevedere l’incremento del periodo di anzianità di servizio nell’impianto oggetto del cambio di appalto a 6 mesi, così come abbiamo accolto positivamente la condizione di implementare il tempo per il confronto.

Diversamente è stato dichiarato che non trova condivisione la modifica degli elementi salariali, siano essi di carattere individuale o collettivo aziendale.

Si è spiegato che non è possibile accogliere tale condizione, non solo per effetto di una riduzione del monte salariale dei lavoratori ogni volta che interviene un cambio di appalto, ma anche alla luce della recente giurisprudenza di ordine comunitario e nazionale, che ha iniziato a sancire il principio che in caso di cambi di appalto per servizi a labur intensive il passaggio del personale interessato deve avvenire alla stregua di quanto prevede l’art. 2112 del codice civile.

Nella discussione sul punto in questione abbiamo anche rinnovato la nostra richiesta di intervenire sull’attuale dettato contrattuale rispetto ad un migliore definizione dei profili professionali che sarebbero oggetto del cambio di appalto, quindi superando la modalità che prende in considerazione semplicemente il livello di inquadramento indipendentemente dalle mansioni svolte.

Inoltre abbiamo rivendicato la necessità di precisare i meccanismi di gestione del cambio di appalto per il personale operante nelle cucine centralizzate ma riconducibili alla singola commessa oggetto del cambio stesso. Oggi sempre di più le imprese attivano per i suddetti lavoratori procedure di licenziamento collettivo.

PART TIME sulla richiesta di prevedere per contratto nazionale un profilo specifico per chi opera nelle scuole, con l’abbassamento del minimo contrattuale oggi previsto, abbiamo risposto che non è possibile definire tale figura a livello nazionale tout court.

Le condizioni per determinare se effettivamente vi è la necessità di derogare sul minimo contrattuale può essere solo riscontrata a livello decentrato, in quanto solo valutando le specifiche condizioni del singolo appalto scolastico si può verificarne la giustificabilità.

Giudizio positivo è stato dato alla proposta di prevedere un automatismo nel consolidamento delle ore supplementari, per chi opera sotto il minimo contrattuale, fermo restando che non è pensabile prevedere il supplementare fino al completamento delle 40 ore, viste le poche ore settimanali dei contratti a part time.

MALATTIA-ROL-SCATTI ANZIANITA’ rispetto alle questioni poste relativamente ai predetti temi abbiamo risposto che tali istituti non possono essere cancellati e peggiorate complessivamente le condizioni attuali.

Abbiamo ribadito, come agli altri tavoli contrattuali, che non riteniamo possibile fare un contratto nazionale a restituzione.

L’unica nota positiva che abbiamo rilevato è la condizione di superare la copertura economica dei primi tre giorni di malattia anche con certificati fino a 5 giorni di prognosi e che forse le imprese hanno davvero compreso che è la soluzione per un vero abbassamento dell’indice di assenteismo per malattia, oggi drogato dalla regolamentazione vigente.

Sui Rol, fermo restando che non possono essere oggetto di soppressione e restituzione, prevedere delle causali per renderli più fruibili ci trova d’accordo, visto che molto spesso le imprese negano la possibilità di utilizzarli e pertanto se si vuole implementare quanto già previsto dal vigente Ccnl in materia possiamo fare delle valutazioni di merito.

Sulle modalità di usufruizione dei Rol, in termini di assenza in contemporanea e di preavviso, c’è necessità di comprendere meglio cosa intendono le controparti, anche a fronte di alcune esperienze positive che le OO. SS. al tavolo hanno già sperimentato in altri contratti nazionali.

Per quanto attiene agli scatti di anzianità vi è stato il pieno respingimento di quanto proposto.

PROTOCOLLO REGOLAMENTAZIONE SCIOPERO dato l’impegno assunto, unitamente alle controparti, con la Commissione di Garanzia, e riscontrando la necessità di fare chiarezza sul tema per poter agire pienamente il diritto di sciopero, abbiamo dato disponibilità al confronto.

A carattere più generale sulla questione avanzata dalle controparti, che il merito dei punti espressi risiede nella necessità di contenere il costo del lavoro dato il momento di crisi e di recessione che stà vivendo il settore, abbiamo risposto che il contenimento non si sviluppa con la destruturazione del Ccnl e che su questo aspetto gli interventi legislativi in corso di approvazione gli permettono ampiamente di mantenere basso il costo del lavoro.

Il riferimento ovviamente è ai contenuti del job act per le nuove assunzioni e alla riduzione significativa dell’Irpeg, sulla quale abbiamo chiesto quanto ciò determina in termini di minor costo del lavoro e se quota parte intendono rimetterla a disposizione dei lavoratori. Sulle questioni poste le AA. DD. non hanno ribattuto.

Pertanto abbiamo dato conferma della disponibilità a proseguire nel confronto fermo restando l’abbandono di alcune tematiche poste al tavolo dalle controparti e chiedendo di dimostrare, a 21 mesi dall’invio delle piattaforme, se effettivamente si vuole chiudere il percorso contrattuale, come affermano, di iniziare a lavorare su testi scritti.

Le Associazioni hanno confermato la volontà di arrivare a stringere e che predisporranno dei testi su cui procedere nella discussione nel prossimo incontro in plenaria.

Visto che le controparti hanno espresso l’esigenza di verificare alcuni loro impegni e di avere il tempo utile per abbozzare i testi da presentare, non si è potuto definire la nuova data di incontro.

Di massima, ci si è accordati che il prossimo appuntamento in plenaria sarà programmato dopo la metà di gennaio p. v.. Vi terremo tempestivamente informati.

la Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini