Le ragioni dello Sciopero Ristorazione Collettiva 05/02/2016

COMUNICATO SINDACALE
Sciopero Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori
del settore Turismo-Ristorazione Collettiva del 5 febbraio 2016

A 32 mesi dalla scadenza del Contratto Nazionale del Turismo – parte speciale Ristorazione Collettiva – non è stato possibile raggiungere alcun accordo per il rinnovo.

Il settore conta circa 50.000 addetti, per la maggior parte donne con impiego part time con poche ore alla settimana di lavoro e spesso con diversi mesi all’anno di sospensione lavorativa.

Lavoratrici e lavoratori che sono occupati principalmente nella refezione in appalto di asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e intraziendali, ecc. e che con il loro lavoro assicurano non solo un pasto ma anche la salute delle persone.

Fin dall’avvio delle trattative il settore della Ristorazione Collettiva ha scontato grandi difficolta per la divisione delle compagini datoriali. Nonostante ciò Le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno affrontato il negoziato con tutte le associazioni datoriali che rappresentano le imprese del settore, anche se non firmatarie dei CCNL Turismo parte speciale Ristorazione Collettiva, dimostrando grande senso di responsabilità al fine di dare la massima copertura contrattuale agli addetti del settore.

E’ il caso di Angem e ACI Servizi ed Utilities, con le quali il confronto nel corso del tempo si è sviluppato per cercare di raggiungere un’intesa, fino all’interruzione della trattativa intervenuta nell’ultimo incontro del 02.12.2015.

Invece, con le altre associazioni, già firmatarie del CCNL Turismo – parte speciale Ristorazione Collettiva, le trattative si sono interrotte da molto tempo nel complesso del rinnovo del contratto nazionale del Turismo.

Tutte le compagini datoriali hanno comunque avanzato alle Organizzazioni Sindacali le medesime richieste: una riduzione del costo del lavoro, la revisione peggiorativa della clausola sociale nei cambi di appalto, un abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori.

Nel merito le controparti hanno avanzato le seguenti richieste:
·Cambi di gestione conferma del passaggio del personale dall’azienda uscente alla nuova aggiudicataria, per i soli livelli medio-bassi. Possibilità di gestione degli organici senza confronto con le Rappresentanze Sindacali, secondo le necessità aziendali, anche con introduzione di ulteriore flessibilità oraria sui part time. Respinta la richiesta delle OO. SS. affinché il passaggio del lavoratore nel cambio di appalto non sia vincolato alle norme del contratto a tutele crescenti.
·ROL/Ex Festività conferma delle attuali 104 ore complessive con una modulazione che ne preveda l’utilizzo da parte aziendale per far fronte a situazioni non programmabili (ad esempio sospensione attività del committente, maltempo, ecc.) o a necessità tecnico organizzative; solo una quota residuale resterebbe a disposizione del lavoratore per esigenze personali specifiche. Inoltre, decadenza ad ogni effetto delle ore di Rol non utilizzate alla fine dell’anno di maturazione.
·Lavoro supplementare riduzione dell’incidenza delle ore supplementari ai fini della 13a, della 14a, del TFR ecc. con il dimezzamento della maggiorazione oggi in essere.
·Malattia con la giustificazione di ridurre l’assenteismo per malattia, è stata proposta una modifica di tale istituto contrattuale attraverso il riconoscimento dei tre giorni di carenza solo per 3 eventi all’anno, fermo restando che il certificato medico superi i 5 giorni di malattia.
·Aumenti retributivi tutte le controparti hanno dichiarato di non essere disponibili a riconoscere aumenti retributivi con in linea con il contratto Turismo – parte speciale Alberghi – sottoscritto il 18.01.2014, ma solo importi fortemente inferiori a valere dal momento della firma del rinnovo e senza riconoscimento di arretrati per i 32 mesi di ritardo.

Unitariamente, Filcams Cgil, ha dichiarato la propria indisponibilità ad intervenire sugli istituti contrattuali nei termini proposti delle associazioni datoriali perché il risultato porterebbe ad un sostanziale ed ingiustificato arretramento della condizione delle lavoratrici e dei lavoratori e li priverebbe della legittima tutela del potere d’acquisto dei loro salari.
A fronte dell’impossibilità di proseguire nelle trattative e per sostenere la vertenza aperta da ormai 32 mesi,
Filcams Cgil, unitariamente, proclama sciopero nazionale per il 5 febbraio 2016 per l’intera giornata lavorativa con manifestazioni da svolgersi a livello territoriale.

La Segreteria
Filcams Cgil Nazionale

Roma, 14 gennaio 2016