Ristorazione autostradale: chi ci mangia? La campagna di denuncia

03/08/2018
Ristorazione autostradale

Al via la campagna di ascolto e denuncia della Filcams Fisascat e Uiltucs rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori della Ristorazione Autostradale

Con la stagione estiva crescono le presenze e gli affari nei punti ristoro delle autostrade, ma peggiorano le condizioni di chi ci lavora.     

È tempo di vacanza e molti saranno gli italiani e gli stranieri che frequenteranno le autostrade della penisola. La sosta nelle aree di servizio è parte integrante della vacanza e i circa 10mila lavoratori e le lavoratrici del settore, come ogni anno, saranno pronti e sorridenti per accogliere le richieste dei tantissimi clienti che affolleranno le aree di sosta.

Sorridenti nonostante il continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, dovuto in particolare alla presenza di aziende poco rispettose delle regole, che creano un circolo vizioso nelle dinamiche di concorrenza di questo particolare settore della ristorazione.

Per questo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs lanciano una campagna di ascolto e denuncia – Chicimangia.it – rivolta all’opinione pubblica e ai ministeri competenti, quello dello Sviluppo Economico e dei Trasporti, ai quali verranno rivolte le segnalazioni di lavoratrici e lavoratori che potranno raccontare, anche in forma anonima, la loro storia attraverso un modulo sul sito.

“Le aree di sosta – circa 450 – vengono date in gestione attraverso bandi pubblici che dovrebbero prevedere la tutela dell’occupazione e della qualità del lavoro” spiegano i sindacati, “eppure le violazioni dei contratti nazionali e delle regole sulla sicurezza sono ordinaria amministrazione, a favore del guadagno delle aziende concessionarie, che ci mangiano sopra.”

L’obiettivo della campagna è raccogliere segnalazioni e racconti da portare nelle sedi istituzionali per un ruolo più attivo nella vigilanza sui concessionari e la scrittura di regole più tutelanti per gli occupati.

Cambiamo il menù della ristorazione autostradale: basta sfruttamento delle concessioni pubbliche sulla pelle di chi ci lavora!