Rispunta l’anzianità per le donne

14/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi
Numero 115, pag. 28 del 14/5/2004
Autore: di Carla De Lellis
 
Rispunta l’anzianità per le donne
 
Le novità della delega previdenziale sulla quale il governo ha ottenuto ieri la fiducia al senato
A riposo a 57 anni, ma la pensione sarà con il contributivo
 
Salve le pensioni rosa. Fino al 2015, le lavoratrici avranno accesso alla pensione d’anzianità con almeno 35 anni di contributi e un’età di 57 anni (dipendenti) o 58 anni (autonome Inps). Tuttavia, il trattamento sarà calcolato con le regole del sistema contributivo. Negli altri casi, fermo restando i 35 anni di contribuzione, dal 2008 servirà l’età di 60 (per i dipendenti) o 61 anni (per gli autonomi Inps) fino ad arrivare a 62 anni (63 anni per autonomi Inps) a partire dal 2014. È quanto prevede, tra l’altro, il maxiemendamento presentato dal governo al disegno di legge di riforma previdenziale e approvato ieri dal senato.

Pensione d’anzianità. Dal 2008 sarà più difficile accedere alla pensione di anzianità. Il ddl di riforma, infatti, prevede un graduale innalzamento dell’età anagrafica fino a raggiungere i 62 anni (per i lavoratori dipendenti assicurati all’Inps e all’Inpdap) e i 63 anni per i lavoratori autonomi iscritti all’Inps a partire dal 2014. In particolare, è previsto che, fermo restando il requisito dell’anzianità contributiva di 35 anni, il diritto alla pensione di anzianità si conseguirà in presenza:

- di 60 anni (61 anni per gli autonomi Inps) negli anni 2008/2009;

- di 61 anni (62 anni per gli autonomi Inps) negli anni 2010/2013;

- di 62 anni (63 anni per gli autonomi Inps) a partire dal 2014.

L’accesso al pensionamento d’anzianità resterà possibile, indipendentemente dall’età, in presenza di almeno 40 anni di contribuzione.

Le regole si applicheranno a tutti i lavoratori, a prescindere dal sistema di appartenenza (retributivo o contributivo). Per i co.co.co. e gli altri lavoratori iscritti alla gestione separata Inps varranno le stesse regole previste a proposito dei lavoratori dipendenti.

Le finestre. L’accesso al pensionamento, inoltre, seguirà una nuova cadenza temporale (cosiddette finestre). Sono due le possibilità per altrettante categorie di pensionati:

a) lavoratori dipendenti con età inferiore a 65 (uomini) o 60 anni (donne):

- se in possesso dei requisiti entro il 2° trimestre dell’anno, potranno accedere al pensionamento dal 1° gennaio dell’anno successivo;

- se in possesso dei requisiti entro il 4° trimestre dell’anno, potranno accedere al pensionamento dal 1° luglio dell’anno successivo;

b) lavoratori autonomi con età inferiore a 65 (uomini) o 60 anni (donne):

- se in possesso dei requisiti entro il 2° trimestre dell’anno, potranno accedere al pensionamento dal 1° luglio dell’anno successivo;

- se in possesso dei requisiti entro il 4° trimestre dell’anno, potranno accedere al pensionamento dal 1° gennaio del secondo anno successivo.

Pensioni rosa. Un’ancora di salvataggio è prevista per le lavoratrici. Fino a tutto il 2015, infatti, seppure in via sperimentale, è confermata la possibilità di accedere alla pensione d’anzianità in presenza di almeno 35 anni di contributi e un’età pari o superiore a 57 (dipendenti) o 58 anni (autonome), a condizione dell’opzione per l’applicazione del sistema contributivo di calcolo della pensione. Alla scadenza, inoltre, è previsto che il governo possa prorogare la sperimentazione in base alla verifica dei risultati.

Bonus per i pensionati Inps. Confermato, inoltre, il bonus per chi rinvia la pensione. Negli anni 2004-2007, i lavoratori dipendenti assicurati del settore privato che abbiano maturato i requisiti minimi per l’accesso alla pensione di anzianità avranno la possibilità di rinunciare all’accredito contributivo (il 32,7%) e proseguire l’attività lavorativa.

In cambio, otterranno in busta paga la corrispondente contribuzione che il datore di lavoro avrebbe dovuto versare ai fini contributivi. In tal caso, all’atto del pensionamento, il lavoratore beneficerà di un trattamento pensionistico di misura pari a quella che sarebbe spettata alla data della prima scadenza utile per il pensionamento che è stato oggetto di rinvio.