Risparmio e consumi in caduta libera

04/04/2006
    marted� 4 aprile 2006

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      Risparmio e consumi in caduta libera

      �La decurtazione del reddito dei lavoratori � un’emergenza

      del Paese� dicono Epifani e Fassino dopo i dati Ocse

      di Laura Matteucci/ Milano

      IL FALLIMENTO – Crolla la propensione al risparmio, mentre i consumi nel 2005 salgono di soli 22 euro a famiglia (dati Istat: si � passati da un totale annuo per nucleo di 35.404 euro a 35.426). In una parola, sono bloccati. Un doppio segnale di grave disagio arriva dagli ultimi studi statistici. Quello Eurispes segnala che negli ultimi cinque anni gli italiani hanno ridotto il loro risparmio annuo del 40% (il grosso della caduta � avvenuto nel primo anno di governo), passando dai 106 miliardi accantonati nel 2001 ai 64 del 2005. La quota di risparmio � passata dall’8,9 al 4,8% del prodotto interno lordo.

        Segnali che si aggiungono ai dati dell’Ocse sui salari reali, con l’Italia al 23esimo posto tra i trenta paesi industrializzati: guadagniamo circa il 19% in meno della media europea. �Un’ulteriore dimostrazione – dice il segretario Ds Piero Fassino – di come la politica di Berlusconi e Tremonti abbia portato il paese in un vicolo cieco�. Aggiunta di Guglielmo Epifani, leader Cgil: �L’80% dei lavoratori dipendenti guadagna meno di 1200 euro al mese. Mi piacerebbe che si parlasse della crescita di queste retribuzioni�.

          L’aumento dei prezzi � ovviamente una delle cause principali della caduta del risparmio, e molto incide anche sui consumi: in media gli italiani acquistano meno prodotti, ma poich� generalmente i prezzi sono aumentati sono comunque costretti a spendere di pi�.

            Altro punto, la contrazione del reddito (con un’inflazione non compensata dagli aumenti dei salari, come s’� visto) ha costretto il ceto medio a dedicare gran parte o la totalit� delle entrate ai consumi per cercare di non abbassare troppo il proprio tenore di vita.

              L’Eurispes segnala anche cause strettamente finanziarie, le perdite subite dai risparmiatori a seguito dei default dei bond dell’Argentina, Cirio e Parmalat e l’abbassamento dei rendimenti dei Buoni del Tesoro. Nel complesso la perdita secca iniziale � stata di 26,5 miliardi di euro: una cifra con la quale si sarebbero potuti finanziare 5 ponti sullo Stretto di Messina.

                Di fatto, �il costo della vita � diventato insopportabile�, dice Livia Turco, Ds. � evidente come �non si riesca pi� a risparmiare�, continua, di come la sanit� abbia raggiunto �costi pazzeschi�, di come sia diventato �un lusso persino avere un figlio�, e �un incubo� il lavoro.

                  I default degli anni scorsi hanno peraltro distolto gli italiani dagli investimenti finanziari. Tanto che dal 2001 al 2005 l’aumento della liquidit� trattenuta dalle famiglie � stato pari al 30% (+31,2). Ma aver trattenuto quote crescenti dei propri risparmi in forma liquida si � rivelato un boomerang che si � rivoltato contro i risparmiatori a causa dell’effetto congiunto inflazione-bassi tassi di interesse. Ogni anno sono stati bruciati dai 6,4 ai 9,63 miliardi di euro per un totale, nei cinque anni, di 38,2 miliardi. Che, se introduciamo i costi di gestione, diventano la cifra stratosferica di 61,08 miliardi di euro.