Rischio d’impennata dei prezzi al consumo

22/10/2002

          22 ottobre 2002

          inflazione
          Rischio d’impennata
          dei prezzi al consumo

          ROMA Famiglie italiane sempre sotto scacco: alla consueta
          resa dei contì mensile sull’andamento dei prezzi
          al consumo – attesa per oggi con i dati dalle 12 città
          campione – l’inflazione potrebbe essere nuovamente in
          salita. Tra gli analisti prevale infatti l’opinione che in
          ottobre il carovita abbia fatto un nuovo passo in avanti:
          al 2,7% dal 2,6% di settembre. Solo i più ottimisti
          ritengono che sia rimasto inchiodato allo stesso livello
          del mese scorso.
          Se effettivamente le prime indicazioni delle città
          mostrassero un’inflazione in rialzo in questo mese al
          2,7% si tornerebbe al livello più alto da agosto del
          2001. Concordi nel ritenere che i prezzi al consumo
          dovrebbero registrare un aumento mensile dello 0,3%
          per attestarsi ad una variazione del 2,7% su base tendenziale
          sono gli economisti degli uffici studi di Inte-
          saBci e Ref.Irs, Giada Giani e Donato Berardi, secondo
          i quali difficilmente si scenderà sotto questo livello
          prima dell’inizio del prossimo anno. E per il 2002 nel
          suo complesso – aggiungono – il livello medio del carovita
          resterà fermo al 2,5%, ben al di sopra dell’inflazione
          programmata (1,7%) e del target fissato a livello
          europeo dalla Bce (2%).
          L’aumento mensile dello 0,3% dell’indice dei prezzi
          al consumo, afferma Giani, sarà da ascrivere principalmente
          agli incrementi delle quotazioni delle benzine
          (tra l’1 e l’1,5% rispetto a settembre), a quelli degli
          affitti (che entrano nelle rilevazioni ogni tre mesi) e ai
          rincari stagionali nei settori dell’abbigliamento e dell’
          istruzione. Due capitoli questi ultimi che già a settembre
          hanno mostrati incrementi consistenti. E la risalita
          dell’inflazione, spiega Giani, «avverrà principalmente
          per un effetto statistico sfavorevole rispetto allo scorso
          anno, quando si beneficiò della discesa dei prezzi del
          petrolio». Di parere analogo anche Berardi secondo il
          quale i prezzi del comparto energetico potrebbero far
          segnare un +0,5% mensile, «dato non alto in sè -osserva
          - ma certo sfavorevole se si confronta con la
          diminuzione dell’1% registrata nello stesso periodo
          dello scorso anno».