«Rischiamo la vita per mille euro al mese»

26/11/2007
    venerdì 23 novembre 2007

    Pagina V – Rovigo

    «Rischiamo la vita
    per mille euro al mese»

      Guardie giurate e sicurezza: parlano i sindacati

        Maristella Carbonin

          LA SICUREZZA, nel mondo delle guardie giurate, scricchiola come una vecchia scala. Strumenti inadeguati e a volte insufficienti, formazione praticamente inesistente, violazioni palesi delle basi della 626: indipendente dagli istituti di vigilanza, i metronotte da troppi anni si muovono su una corda tesa, come funamboli, rischiando la vita per mille euro al mese.

            E’ un quadro preoccupante quello tracciato ieri dai tre sindacati confederali, Cgil-Filcam, Cisl-Fisascat e Uiltucs-Uil. Un quadro dalle tinte stantie. Anche se uno spiraglio positivo, un buon segnale sembra affacciarsi all’orizzionte: «Qualche giorno fa siamo riusciti ad avere un contatto con il rappresentante di Assivigilanza – la controparte – e dovremmo riuscire a fissare un incontro per parlare di queste problematiche», ha annunciato Diego Marcomini (Cisl) . Problematiche che coinvolgono all’incirca 150 lavoratori in Polesine, spalmati tra i cinque istituti che operano sul territorio: Civis, San Marco, Rovigo controlli, Ronda, Vigilanza Porto Tolle e Nes (per il trasporto valori).

            «Le guardie giurate spesso e volentieri non vengono considerate per il lavoro che fanno e per il quale rischiano la vita», afferma il rappresentante della Cgil, Lauro Biolcati: «Più volte abbiamo dovuto mandare delle lettere affinchè vengano rispettati i principi base della 626», spiega. I punti sui quali i tre sindacati insistono sono soprattutto sicurezza, gestione dei turni e garanzia del posto di lavoro. Punti che rientrano nella piattaforma per il contratto provinciale (scaduto da quasi due anni) elaborata dai sindacati e che sarà presentata alla controparte per cercare di risolvere una situazione di stallo contrattuale pesante. Non solo a livello locale ma anche nazionale: «Sia i governi di centrodestra che di centrosinistra avevano promesso un riconoscimento giuridico della figura della guardia giurata, invece nulla è mai cambiato», affermano i sindacati.

            «Ci troviamo con una contrattazione di secondo livello bloccata — aggiunge Bruno Cavallaro (Uil) — : Le nostre richieste vanno anche nel senso di un recupero salariale, del premio di produzione e dell’aggiornamento dei ticket». Basta pensare che la bustapaga di una guardia giurata parte da 800 euro e, sommando il lavoro di tutte le notti e l’anzianità, non supera i mille euro. Una cifra che appare ancora più ridicola se si pensa che in una notte c’è anche chi macina cinquecento chilometri tra andata e ritorno, a tutta velocità e rischiando la vita per riuscire a coprire il giro di tutti gli abbonati. I sindacati non dimenticano poi il ‘neo’, bello grosso, della formazione: quasi inesistente. «Per quanto riguarda il servizio di notte la guardia viene affiancata qualche giorno a un collega e poi ‘buttata in mezzo alla strada’», dicono i sindacati. E non dimentichiamo le armi, che accompagnano ovviamente i metronotte: «Nessuno spiega loro se le devono usare, come e quando».