Rischia di slittare il superbonus del 32%

10/10/2003



      Venerdí 10 Ottobre 2003


      Ma rischia di slittare il superbonus del 32%

      La delega diventerà operativa nel 2004 e gli incentivi non potranno essere garantiti dal primo gennaio del prossimo anno

      M.ROG.


      ROMA – I super-incentivi sulle pensioni rischiano di scattare oltre la data del 1° gennaio 2004 fissata dal Governo. È questo uno dei primi effetti che potrebbe produrre l’ormai probabile rallentamento dell’iter della delega-Maroni. La questione è ancora sul tavolo del presidente del Senato, Marcello Pera, che non si è ancora pronunciato sulla richiesta di delucidazioni arrivata dal presidente della commissione Lavoro, Tomaso Zanoletti (Udc). Ma in diversi ambienti del Governo si dà ormai per scontato che la delega, non essendo stata citata nell’ultimo Dpef come collegato alla Finanziaria, non possa rientrare nella sessione di bilancio. Non solo: è stato già tracciato un percorso alternativo per giungere al via libera definitivo del Parlamento almeno entro la fine di gennaio 2004 garantendo alla delega una corsia preferenziale nei due rami del Parlamento, ma comunque fuori sessione di bilancio. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, comunque si dice fiducioso: «Sono ottimista e continuo ad essere ottimista» su un’approvazione della riforma entro la fine del 2003. Maroni poi ribadisce di restare disponile al confronto con i sindacati e ricorda che anche dopo l’approvazione della legge ci saranno a disposizione 18 mesi di tempo per correggere d’intesa con le parti sociali la riforma. «Abbiamo discusso per lungo tempo con il Governo e la maggioranza dei contenuti della riforma previdenziale – afferma Maroni -. La nostra proposta è quella approvata in Consiglio dei ministri. Se qualcuno ha proposte alternative siamo comunque aperti al dialogo». Anche il ministro Antonio Marzano, dopo aver sottolineato che la riforma è sicuramente «un passo avanti», afferma che «siamo aperti a proposte delle parti sociali, questa è la differenza tra il governo Berlusconi e la signora Tatcher». Intanto i tecnici del Governo continuano a lavorare a varie opzioni per introdurre un meccanismo graduale per addolcire lo scalino relativo alla stretta previdenziale del 2008.
      L’iter della delega. Pera non si è ancora pronunciato uffcialmente. Ma, al di là delle dichiarazioni di Maroni, sono in molti nel Governo a considerare molto difficile un’approvazione della delega prima della fine del 2003 anche perché il provvedimento viene considerato non più collegabile all’attuale Finanziaria non essendo stato inserito nel Dpef. A questo punto l’esame della delega in Commissione Lavoro, dove deve ancora arrivare l’emendamento varato dal Governo, dovrebbe riprendere dopo l’approvazione da parte del Senato della Finanziaria e quindi nella seconda metà di novembre. Al testo dovrebbe essere comunque garantita la corsia preferenziale. Il provvedimento poi dovrà tornare alla Camera (e rifare i conti con la sessione di bilancio) dove è già stato licenziato in prima lettura. Il via libera definitivo, quindi, potrebbe arrivare non prima della fine di gennaio. Con il risultato di far scattare i super-incentivi a febbraio inoltrato o marzo, a meno che almeno questa misura (insieme a quella sulla certificazione dei diritti) alla fine non venga inserita nella Finanziaria con un emendamento.
      Rapporto Cer-Spi. Da un rapporto elaborato dal Cer per conto dello Spi-Cgil emerge che le riforme previdenziali degli anni ’90 hanno prodotto risparmi significativi: in dieci anni l’incidenza della spesa sul Pil si è ridotta di 10 punti. E sempre il rapporto evidenzia come senza l’aggancio alle retribuzioni il potere di acquisto delle pensioni si sia dimezzato.