Risalita lenta, si uscirà trasformati

15/12/2009

La perturbazione economico-finanziaria non è ancora alle spalle, ma gli industriali del Nord puntano a intercettare i primi segnali positivi, nella ricerca di punti di forza su cui far leva per il rilancio.
Lombardia: formare risorse Innovazione e capitale umano.
Un binomio inscindibile, secondo gli industriali lombardi, per superare questo momento di transizione: una fase in cui si registrano sì indicatori positivi, ma non siamo usciti dalla crisi. «È iniziata la risalita – afferma Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia – però la strada si annuncia lunga e faticosa: il tempo della ripresa sarà molto più lungo di quello occorso per arrivare in fondo alla voragine».
«Si tratta – aggiunge – di una crisi sistemica dalla quale si esce profondamente trasformati.
E nel nuovo contesto globale dei mercati, le aziende dovranno rivisitare le loro strategie, tenendo conto, da un lato, che i prodotti subiranno una profonda modificazione,mentre la competitività si accentuerà a causa del dinamismo di economie emergenti». Come mettersi in discussione, dunque? «Le aziende – sottolinea Barcella – dovranno ripensare prodotti e processi produttivi e puntare sull`innovazione a 36o gradi». Sotto i riflettori anche «il nuovo tipo di servizio che si deve offrire al cliente e che richiede risorse umane sempre più qualificate: nel prossimo futuro vedo le aziende impegnate a innovarsi e formare risorse».
Nodo occupazione in Veneto
Consapevoli che «il culmine della crisi si farà avvertire nei prossimi due o tre mesi», gli industriali veneti guardano innanzitutto alla questione occupazionale. «Continueremo a perseguire – annuncia il presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat – due priorità:
da un lato garantire il mantenimento dell`equilibrio economico-finanziario delle imprese, dall’altro intervenire con gli ammortizzatori sociali per superare quella che sarà una fase temporanea di crisi»_ Infatti, nonostante i primi segni di stabilizzazione, spiega Tomat, «continuiamo a subire gli effetti di ristrutturazioni importanti che si faranno sentire sull`occupazione nel breve periodo. Poi, a metà anno, dovrebbero cominciare i rientri dei lavoratori in azienda. Per chi invece è uscito dal mercato del lavoro bisogna intervenire sulla formazione». L’altro cardine è il credito.
«Nel 2010 troveremo le aziende impegnate a mantenere il livello di redditività, oltre che ad affrontare ristrutturazioni: bisogna assicurare loro il livello finanziario necessario a mantenere il business. E siccome la ripresa non sarà omogenea ma a macchia di leopardo, c’è la necessità di intercettare le aree più dinamiche, oltre a favorire le aggregazioni».
Costi più bassi in Fvg
Il presidente di Confindustria Friuli-Venezia Giulia Alessandro Calligaris boccia il "sistema Italia", perché «non ha sviluppato le infrastrutture adeguate in materia di energia, banda larga, Tav e sistema ferroviario e portuale». Promossa invece la politica locale. «La Regione ha cercato di far fronte alle criticità. Però nel 2oio spiega Calligaris – il bilancio regionale avrà minori entrate. Bisogna agire sull`Irap e promuovere servizi pubblici, la sanità in primis, più efficienti e a costi più bassi». Meno tasse a Bolzano Aumento della liquidità per le imprese medio piccole e riduzione delle tasse. Sono i due ingredienti della ricetta altoatesina per il tono secondo Cristof Oberrauch, presidente dell’Assoimprenditori Alto Adige. «L’Irap, in particolare, è un’imposta che esiste solo in Italia e che non ha alcun senso.
In Alto Adige siamo riusciti a ridurla, anche perché la nostra situazione è più favorevole: l’economia altoatesina è cresciuta dello 0,3 per cento».
Più credito in Piemonte La questione del credito è sotto i riflettori degli industriali piemontesi.
«Siamo molto preoccupati- spiega Mariella Enoc, presidente di Confindustria Piemonte – per i bilanci che presenteremo nel toro: saranno quelli del 2009, con molte aziende fuori dai paramentri di Basilea 2. Allora è chiaro che se non si crea un rapporto più stretto con le banche, tenendo conto anche dei piani industriali di innovazione e di sviluppo, rischiamo un`impasse molto pericolosa. C`è poi la questione infrastrutture: la nostra regione o si apre all`Europa, o implode in se stessa. Sulla Tav non abbasseremo la guardia».
Infrastrutture a Trento Investimenti infrastrutturali, materiali ed immateriali, potenziamento degli ammortizzatori sociali, coinvolgimento delle banche, sostegno all’export. Sono le priorità degli industriali trentini, perché «nonostante i timidi segnali di ripresa – dice la presidente di Confindustria Trento, Ilaria Vescovi – il 2010 sarà ancora un anno difficile». Dovremo anche guardare a temi di più lungo orizzonte, dalla formazione ai rapporti con università e centri di ricerca. Liguria: capitolo tecnologie Dai bandi su innovazione e risparmio energetico allo sviluppo dei parchi tecnologici come gli Erzelli a Genova. «Chiunque vinca le lezioni regionali – dichiara Umberto Risso, presidente di Confindustria Liguria- dovrà continuare sulla strada dello sviluppo tecnologico».
Valle d’Aosta: più export
Monica Pirovano, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, indica tre filoni. «Il primo riguarda la necessità che sempre più imprese valdostane sì confrontino a livello italiano e internazionale; poi sarà fondamentale un significativo supporto al credito, e infule auspichiamo un migliore rapporto tra scuola, università e mondo dell’impresa».