Risale la fiducia delle famiglie

19/12/2003



        Venerdí 19 Dicembre 2003
        Risale la fiducia delle famiglie

        Congiuntura – A dicembre l’Isae rileva un balzo dell’indice che passa da 101,8 del mese precedente a 103

        VINCENZO CHIERCHIA


        MILANO – Risale a dicembre la fiducia delle famiglie, un buon segnale per i consumi nel cuore della campagna natalizia. Dopo il lungo ribasso negli ultimi mesi dell’indicatore di fiducia Isae è però presto per dire se l’inversione di tendenza del sentiment delle famiglie si consoliderà e soprattutto se si tradurrà in un rafforzamento dei consumi. Gli ultimi dati sulle vendite al dettaglio – diffusi ieri dall’Istat e relativi a ottobre – segnalano infatti ancora delle marcate difficoltà per la spesa degli italiani e, in particolare, nei piccoli negozi che rappresentano ancora buona parte della rete commerciale del nostro Paese. La fiducia. L’indice grezzo è salito a dicembre a quota 103 dal 101,8 di novembre, nello stesso tempo – sottolinea l’Isae – anche l’indice destagionalizzato della fiducia dei consumatori si risalito a quota 105,2 dal 104 dello scorso mese. Il miglioramento – ricordano i ricercatori Isae – riguarda soprattutto giudizi e previsioni degli italiani sulla situazione economica generale del Paese (con particolare riguardo al mercato del lavoro) e i giudizi relativi al quadro corrente dei consumi, visto che le famiglie hanno percepito un aumento della convenienza agli acquisti di beni durevoli. Segnali favorevoli – prosegue l’analisi dell’Istituto – vengono anche dal lato dei prezzi: si ridimensiona la percezione da parte dei consumatori di forti aumenti nel corso del 2003 e si confermano le attese di una sostanziale stabilità dell’inflazione per i prossimi 12 mesi. La quota di italiani che ritiene i prezzi molto aumentati negli ultimi 12 mesi a dicembre è calata dal 49% al 46 per cento. L’indice grezzo del clima di fiducia relativo alla situazione personale degli intervistati è poi salito a quota 110 dal 109,4 di novembre. Un risultato prodotto – ricorda l’Isae – da un recupero di un orientamento più favorevole sulla convenienza del risparmio e degli acquisti di beni durevoli. Sul lungo termine le famiglie restano però ancora molto preoccupate proprio sullo spinoso tema del risparmio. Per quanto riguarda i consumi invece il clima si va rasserenando. Il momento attuale – rilevano all’Isae – è giudicato favorevole ad effettuare acquisti dal 7% degli intervistati (5% a novembre); diminuisce per contro dal 61% al 57% la quota di quanti esprimono valutazioni negative; per i prossimi 12 mesi, si riducono al 63% (dal 66% di novembre) coloro che affermano di non essere intenzionati a effettuare alcuna spesa. È in calo anche il pessimismo sugli acquisti più impegnativi (auto). Gli acquisti. I dati Istat sulle vendite al dettaglio – relativi a ottobre – segnalano ancora difficoltà. Il tasso di incremento su base annua ha messo a segno una frenata dall’1,6% dal 3,3% di settembre, a fronte di una flessione congiunturale dello 0,1 per cento. A livello territoriale i risultati sono migliori al Nord (+2,3%) rispetto al Mezzogiorno (+0,3%). Sempre a ottobre un contributo decisivo è venuto dagli alimentari (+5,3%), mentre il non food ha accusato una flessione dell’1% con picchi per cartoleria (-2,2%) e abbigliamento (-2,1%). Bene la grande distribuzione (+5,2%), -0,8% per le Pmi commerciali. In 10 mesi le vendite sono aumentate del 2,3 per cento.