Ripresa europea più lontana

20/03/2003

               
              GIOVEDÌ, 20 MARZO 2003
               
              Pagina 41 – Economia
               
              Due scenari di guerra della Ue tagliano le stime sul Pil. Anche l´Italia pronta a rivedere le previsioni
               
              Ripresa europea più lontana
               
              Continua il rialzo delle Borse, euro e petrolio ancora giù
               
               
               
              Berlusconi: "Di questa correzione dei dati sulla crescita dobbiamo parlare approfonditamente"
              I listini azionari scommettono sul conflitto breve. Piazza Affari guadagna l´1,52 per cento. Wall Street prima arretra poi recupera
               
              DAL NOSTRO INVIATO
              ELENA POLIDORI

              BRUXELLES – Anche l´Italia, come il resto d´Europa, s´appresta a rivedere le stime della crescita economica alla luce della crisi irachena. Il premier Silvio Berlusconi non lo esclude: «Vedremo, dobbiamo parlarne approfonditamente».
              A Bruxelles, nelle pieghe di un vertice tutto dedicato alle quote latte e alla tassazione del risparmio, gli effetti della guerra sull´economia hanno fatto da sfondo al dibattito. Sono due gli scenari più probabili presi in considerazione dalla Commissione Ue per valutare gli effetti del conflitto. E si sa pure che i ministri economici stanno studiando eventuali azioni di coordinamento per fronteggiare possibili strappi del prezzo del petrolio. Il commissario Ue Pedro Solbes tuttavia è del parere che l´aumento del greggio, al dunque, non sarà «prolungato». I mercati, al momento, sembrano dargli ragione, convinti come sono che sarà guerra lampo: ieri a New York le quotazioni sono scese a 31 dollari, perdendo il 18% in meno di una settimana, dopo aver sfiorato nei giorni scorsi i massimi da 13 anni. Scende il petrolio, ma anche l´euro staziona sotto quota 1,06 perché il dollaro è sostenuto dalla convinzione che il conflitto durerà poco e si concluderà con una vittoria Usa. Anche le Borse sono dello stesso avviso e infatti registrano ovunque il segno più: a Milano il Mibtel guadagna l´1,52% mentre Wall Street prima cede poi guadagna lo 0,8% e il Nasadq ha perso solo lo 0,25%.
              La Commissione ha elaborato i due scenari di guerra, che peraltro originariamente erano quattro. In sintesi: con un conflitto – lampo, il prezzo del greggio aumenta come durante la guerra del Golfo del 1990/91,volando fino a 50 dollari, ma subito ripiega della metà, con una media annua di 28 dollari. In questo caso, il calo del Pil sarà minimo, dello 0,1% appena. Nel secondo scenario, ci può essere una fiammata anche fino a 70 dollari, ma poi il prezzo finisce per assestarsi intorno ai 40 dollari nella media del 2003. In questo secondo caso, il calo del Pil può anche raggiungere il mezzo punto percentuale, che è tanto per l´economia europea (e per quella italiana) già fiaccata da una congiuntura debole. Ecco perché tutti i paesi Ue, Italia compresa, dovranno in vario modo rivedere le stime dell´economia. Il governo s´appresta a tradurre in cifre la limatura; la Banca d´Italia ha già detto che, bene che andrà, quest´anno il paese crescerà solo dell´1,3%, un punto in meno rispetto alle previsioni.