Ripresa col fiatone: l’economia rallenta

11/09/2007
    martedì 11 settembre 2007

    Pagina 5 – Economia

    Ripresa col fiatone: l’economia rallenta

      Il pil italiano sale solo dello 0,1%. Europa e Fmi: gli obiettivi di crescita vanno abbassati

        di Laura Matteucci/ Milano

        CRISISaranno tagliate le previsioni di crescita mondiale per il 2008, per gli effetti della crisi statunitense dei mutui senza garanzia. Andrà peggio negli Usa che in Europa, ma tra i Paesi di eurolandia l’Italia è tra quelli a maggior rischio. Anche perché qui l’economia ha già iniziato a rallentare: nel secondo trimestre il pil – dice l’Istat – è aumentato solo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Su base tendenziale l’aumento è dell’1,8%. Nel primo trimestre il pil era salito su base congiunturale dello 0,3%, sull’anno del 2,3%.

        E, sorpresa: sono i consumi ad aver tenuto a galla l’economia. Il +0,1% messo a segno tra aprile e giugno deriva infatti dal contributo positivo della domanda interna. La crescita della spesa delle famiglie ha registrato un +0,6%, poco meno rispetto al +0,7% di gennaio-marzo. Adesso gli analisti si aspettano un’accelerazione nel terzo trimestre, e confermano le stime di crescita per il 2007 attorno all’1,8%-1,9%.

        Cosa ha determinato allora il rallentamento? È stato soprattutto l’export, con il -0,2% segnato dalla domanda estera netta. Insomma, è stata una crescita lenta da esportazioni, mentre i consumi hanno tenuto anche perché l’inflazione è stata contenuta».

        Viene confermato, comunque, il quadro di debolezza dell’Italia, che peraltro cresce meno delle altre economie. I Paesi dell’area euro sono infatti cresciuti dello 0,3% in termini congiunturali e del 2,5% su base annua. L’Italia perde nel confronto anche con Regno Unito e Stati Uniti, mentre va meglio dell’economia giapponese, che ha registrato una frenata molto brusca (-1,2% su base annua).

        Ma la situazione è preoccupante soprattutto nel medio periodo. Il Fondo monetario internazionale ha già annunciato che taglierà le previsioni per la crescita mondiale a causa dell’impatto della crisi dei mutui subprime. Lo ha detto il direttore generale del Fmi, Rodrigo de Rato, pur senza dare dettagli sulle cifre. Rato, intervenendo a Lisbona a una conferenza stampa, ha definito «seria» la situazione, aggiungendo che «possiamo aspettarci che in qualche modo abbia un impatto sull’economia mondiale». «È troppo presto per quantificare – ha aggiunto de Rato – e anche se ad essere più intaccata sarà la crescita degli Usa, prevediamo conseguenze in Europa e Giappone, ma probabilmente molto più limitate».

        D’altra parte anche in Europa i rischi al ribasso per la crescita nel 2008 non sono da sottovalutare. Oggi il commissario europeo per gli Affari economici Joaquin Almunia, insieme al presidente della Bce Jean-Claude Trichet, fornirà le nuove stime di crescita per il 2007 (1,9% per l’Italia, gli eventuali ritocchi rispetto al previsto saranno minimali), ma intanto è tornato a lanciare l’allarme il 2008 in eurolandia (che nelle stime dovrebbe crescere del 2,5%), spiegando che i rischi «sono effettivamente aumentati».

        Troppo presto, comunque, per cercare di calcolare precisamente gli effetti della crisi Usa sul pil dell’eurozona: «Date le turbolenze sui mercati, è ancora troppo presto per valutare le conseguenze per l’economia reale, visto che non sappiamo quanto durerà questa situazione sui mercati finanziari».

        Tutto dipenderà, secondo Almunia, da «questa alta volatilità e dagli spread aumentati nei mercati finanziari». «Ci sarà in ogni caso un inasprimento delle condizioni di credito». E c’è anche «bisogno di vedere come reagirà l’economia statunitense», in particolare «la parte dell’economia che risente direttamente della crisi del mercato immobiliare».