Ripartiamo dallo sviluppo, insieme

23/02/2004

      domenica 22 febbraio 2004

      Ripartiamo dallo sviluppo, insieme
      Cgil, Cisl e Uil: le priorità non sono quelle del governo. «Ora la piattaforma unitaria»

      Laura Matteucci
      MILANO È lo sviluppo a poter garantire politiche sociali ed economiche che non siano fatte solo di tagli. Tagli al welfare (e proprio sul welfare è di nuovo polemica tra i sindacati e il ministro Maroni, che intende procedere con la riforma del settore vanificando il documento già sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria), tagli alle pensioni (un argomento che Maroni considera definitivamente
      chiuso, nonostante il no delle parti sociali), tagli alla sanità, alla scuola, alla ricerca.
      Cgil, Cisl e Uil sono d’accordo. È su questo innanzitutto – sviluppo come anche tutela del reddito che comprende le questioni dei prezzi fuori controllo e dell’inflazione – che stanno elaborando una piattaforma unitaria, la base su cui muoversi per i prossimi incontri con il governo, con un necessario cambio di priorità. Questione di giorni, e la piattaforma sarà pronta. La sfida riparte da qui. L’ha detto ieri all’Unità il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, concordano tutti i sindacalisti, della Cgil, ma anche di Cisl e Uil: il sindacato non può più soltanto aspettare quello che intende fare il governo, e muoversi di conseguenza, deve riuscire a riproporsi come forza autonoma e propositiva, indicando le priorità da affrontare e organizzando un percorso di mobilitazione, a partire dall’assemblea unitaria dei quadri e delegati fissata il 10 di marzo. Che deciderà anche il prossimo sciopero generale.
      La mobilitazione cui verranno chiamati i lavoratori è certamente contro le scelte del governo, ma anche a sostegno della piattaforma. Perchè è questa la strategia: ribaltare le regole decise da palazzo Chigi. Evitare, quindi, che l’agenda del Paese venga imposta solo da altri, e che al sindacato spetti come unico compito quello di reagire.
      Una nuova fase? «Una fase imposta dai fatti, più che altro – risponde Giacomo Berni, segretario della Filcem Cgil, nuova organizzazione dei lavoratori elettrici e chimici – Questo Paese è ormai oltre il declino, ha bisogno che vengano invertite le priorità: mettere in campo serie politiche di sviluppo significa evitare di tagliare risorse a pensionati e lavoratori». Come dire: la spesa del welfare va mantenuta, anzi va aumentata. Tanto più in un Paese che è sempre più fatto di anziani, come impongono le ultime tendenze sociali europee.
      Di anziani e di poveri, come impongono le nuove regole berlusconiane. «E mi auguro – continua Berni – che il 10 di marzo questo cambio di fase verrà reso visibile a tutti con l’indicazione di una grande mobilitazione generale».
      Analogo il commento di Tino Magni, segretario nazionale Fiom Cgil: «Per troppi mesi siamo rimasti in attesa delle scelte del governo. È importante che i sindacati mettano in campo le loro proposte, e su questo chiamino i lavoratori alla mobilitazione. È del tutto evidente che oggi non c’è alcuna necessità di intervenire sulle pensioni, quanto invece su sviluppo, occupazione, questione salariale».
      I contenuti della piattaforma in corso di elaborazione sono chiari e condivisi da tutti. «È molto importante aver ritrovato una voce unitaria di merito con cui rispondere al governo», dice Carla Cantone, segretaria confederale Cgil. Importante anche perchè la politica economica del governo è «inaccettabile», così come «la sua proposta di welfare, a partire dalla previdenza». «Il dato più positivo è che non c’è alcuna forzatura in questa unità sindacale – sottolinea Giampaolo Baretta, segretario confederale Cisl -Nelle ultime settimane il confronto è stato molto schietto, non ci siamo certo trincerati dietro alla diplomazia. Emerge un dato essenziale, questa piattaforma unitaria che stiamo mettendo a punto, che non si ferma al problema specifico delle pensioni ma investe i temi dello sviluppo, del welfare, della politica dei redditi».
      Anche perchè all’attuale fase recessiva si aggiungono le previsioni di crescita per il 2004, che come dice Agostino Megale, presidente dell’Ires Cgil, «continuano ad essere negative». A maggior ragione le priorità non possono che essere «sviluppo, occupazione, una nuova equa politica dei redditi, che comprenda anche la questione della distribuzione della ricchezza e della politica fiscale». «La strada unitaria è giusta continua Megale – a partire dalla possibilità di realizzare un confronto il più ampio possibile con i lavoratori, attraverso una grande campagna di assemblee nel Paese».
      Un punto, quest’ultimo, sottolineato anche da Paolo Pirani, segretario confederale Uil, quando ricorda che «dopo il 10 marzo partirà una campagna di assemblee per recuperare un rapporto collettivo diverso, perchè in Italia si va troppo a “Porta a porta” e troppo poco al confronto diretto con le persone».
      Quanto alla piattaforma unitaria, anche per Pirani «è lo sviluppo il centro motore di tutta l’iniziativa», e la questione della previdenza dev’essere inserita «nel più generale tema del conflitto redistributivo nel Paese». «Abbiamo un governo che pensa solo a risparmiare, e oltretutto di farlo soltanto a partire dai lavoratori dipendenti – chiude Pirani – Che crede di recuperare competitività con la compressione dei costi, invece che investendo su innovazione e ricerca. Abbiamo un ministero delle Attività produttive che praticamente serve solo da notaio alle crisi aziendali. E un Paese in cui i divari sociali stanno drammaticamente aumentando».