Riordino degli Albi, Castelli in pista

26/09/2003



      Venerdí 26 Settembre 2003

      NORME E TRIBUTI
      PROFESSIONI


      Riordino degli Albi, Castelli in pista

      Professioni – Le categorie dal ministro


      ROMA – Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, affronta l’esame della riforma delle professioni. Ieri, insieme con il sottosegretario, Michele Vietti, ha infatti ricevuto i presidenti nazionali degli Ordini. Rassicurandoli circa la volontà del Governo di promuovere la riforma delle professioni. E dissipando anche il timore che lo scontro estivo con Vietti sulle rogatorie potesse bloccare il progetto di riforma definito con il coordinamento del sottosegretario. Anzi, il progetto Vietti è stato definito come il «testo del Governo». «Questa affermazione – ha commentato Raffaele Sirica, presidente del Cup, il Coordinamento degli Ordini – è un passo importante per rilanciare la riforma delle professioni intellettuali ormai non più rinviabile». Castelli, comunque, ha fatto presente agli Ordini la necessità o l’opportunità di raccordare il testo Vietti con il lavoro compiuto dal Parlamento: la commissione Giustizia del Senato ha, infatti, elaborato un testo unificato. A questo punto per Castelli si tratta di scegliere la strategia: presentare il progetto Vietti in Consiglio dei ministri, trasformando la bozza in disegno di legge governativo, oppure percorrere la strada dell’emendamento governativo alla proposta del Senato, dopo un confronto con il Parlamento.
      «La scelta su come operare – ha affermato Roberto Orlandi, vice presidente del Cup – compete al ministro: noi siamo soddisfatti perché riteniamo che il lavoro delle Commissione Vietti non debba andare perso». Nei giorni scorsi Sirica aveva inviato una lettera a Castelli per sollecitarlo a prendere posizione sulla riforma delle professioni. La risposta di ieri, tuttavia, non fa abbassare la guardia al Cup. A ottobre, su indicazione del consiglio direttivo, Sirica ha convocato l’assemblea di Ordini e Collegi per valutare se promuovere una petizione per una proposta di legge popolare di riforma delle professioni. Intanto, l’incontro di ieri sembra anche aver riaperto il confronto tra gli Ordini sui punti della riforma. «Il ministro – hanno dichiarato Paolo Ferrari e Antonio Rudini, delegati del Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali – ha precisato che le due proposte in campo hanno bisogno di una fase di verifica e sintesi per arrivare a un testo alternativo, su pochi punti ma fondamentali, con una nuova formulazione su cui trovare la più ampia base parlamentare possibile. Auspichiamo che venga indicata una corsia preferenziale per arrivare all’approvazione in tempi rapidi, rendendo più incisiva la fase di ascolto di tutti gli Ordini professionali».
      Intanto, si preparano a rischierare le pedine anche le associazioni non regolamentate, riunite nel Colap. Il coordinatore, Giuseppe Lupoi, chiederà a Castelli di aprire il confronto anche con le nuove professioni. Che, in linea di massima, apprezzano il testo della commissione Giustizia. La proposta parlamentare "ignora" il presupposto della «Vietti», che vieta il riconoscimento qualora i professionisti dell’associazione svolgano attività esercitate anche dagli iscritti agli Ordini e ritenute, per questi ultimi, qualificanti benché non esclusive.