Riordino degli Albi al voto su Internet

15/11/2000

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Mercoledì 15 Novembre 2000 norme e tributi
Riordino degli Albi al voto su Internet

ROMA. La riforma delle professioni approvata venerdì 10 novembre dal Consiglio dei ministri giudicata via Internet. Sono stati oltre duemila i contatti e poco più di mille i questionari compilati nel primo giorno del sondaggio «Professioni: quale futuro?» avviato dal Sole-24 Ore (sul sito www.ilsole24ore.com). Quindici domande per testare l’orientamento dell’universo professionale sul ruolo degli Ordini e la deontologia, sulla regole per l’accesso e il tirocinio, sulle caratteristiche della pubblicità e sull’organizzazione delle società. Il sondaggio durerà fino a mercoledì 22 novembre.

Dunque, dopo i giudizi tutto sommato ecumenici espressi dai vertici degli Albi (l’elemento essenziale è che «la riforma riconosce il ruolo degli Ordini a tutela degli interessi pubblici»; si «modificherà in Parlamento l’apertura ai soci finanziatori nel settore professionale») e dei rappresentanti delle Associazioni (che «guadagnano visibilità giuridica»), la parola passa a chi la riforma (se sarà approvata) dovrà poi "viverla".

I giudizi risentono sicuramente della condizione soggettiva di chi li esprime. Annota un praticante: «Mi sembra la solita presa in giro, per non dire di peggio. Per quanto riguarda la situazione dei tirocinanti, in particolare i praticanti avvocati, è ridicolo, anche se molto "d’immagine", parlare di un equo compenso, dato che è già previsto nel codice deontologico ma è rimasto sempre lettera morta». Della serie: si è fatto un gran polverone per non cambiare niente. Oppure no: la rivoluzione si nasconde dietro il formale omaggio alle garanzie incarnate dagli Ordini. Denuncia un iscritto a un Ordine: ««Si creerà una gran confusione. Con lo svuotamento delle libere professioni, nasceranno i supermercati dell’assistenza che ci faranno chiudere "bottega" come già è successo in altri settori» e il riferimento è alla possibilità di costituire società con soci di solo capitale per esercitare le attività professionali non riservate.

Continuando a scorrere le valutazioni, gli iscritti alle Associazioni non riconosciute lamentano i «privilegi» che ancora caratterizzano gli Ordini, anche nelle previsioni della riforma.

Non mancano poi le posizioni dialettiche che prescindono dall’appartenenza a una categoria: «Ritengo estremamente positiva — scrive un professionista-navigatore — la previsione di un ruolo attestativo delle competenze affidata alle associazioni di diritto privato costituibili anche tra gli iscritti ad Albi. Per gli avvocati, tale opportunità consentirebbe l’emersione delle competenze specialistiche per materia, e potrebbe porre fine allo scandaloso comportamento di chi assume incarichi professionali in tutti i settori del diritto anche senza sufficiente preparazione».