Rinnovo del contratto: commesse in sciopero

10/12/2007
    lunedì 10 dicembre 2007

      Pagina 11 – Cronaca

        Rinnovo del contratto
        commesse in sciopero

          I sindacati di categoria hanno nel mirino la Confcommercio

          Shopping al singhiozzo sabato 22 dicembre, ultimo week-end utile prima di Natale, anche a Padova e provincia a causa dello sciopero nazionale del commercio, indetto da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Le commesse e le cassiere dei centri commerciali, dei supermercati e dei grandi magazzini incroceranno le braccia per tutta la giornata per sollecitare la Confcommercio a rinnovare il contratto nazionale di lavoro, scaduto un anno fa. Padova sarà ancora più colpita dallo sciopero perché Cgil, Cisl ed Uil di categoria guidate rispettivamente, da Andrea Donegà, Ferruccio Fiorot e Ivana Veronese, hanno deciso di tenere proprio in città una manifestazione regionale che porterà nel centro migliaia di lavoratori da tutto il Veneto.

          La mobilitazione delle lavoratrici è rivolta, nel Veneto, solo contro l’Ascom-Confcommercio ma non contro la Confesercenti e la Lega delle Cooperative perché queste due ultime organizzazioni stanno già trattando con i sindacati. Il sindacato chiede un aumento medio mensile di 78 euro. La controparte, invece, non offre un centesimo perché sostiene che il settore sta attraversando una pesante crisi a causa del calo generalizzato dei consumi. Ma i lavoratori non si arrendono. A partire da oggi terranno in tutti i luoghi di lavoro le assemblee in preparazione del grande sciopero del 22 dicembre e non sono escluse neanche ulteriori mobilitazioni a livello aziendale.

          «Ci scusiamo con i consumatori, ma non possiamo agire in modo diverso», sostiene Ferruccio Fiorot, segretario provinciale della Fisascat (circa 6.500 iscritti). I salari nel settore commercio sono molto bassi, inferiori a quelli in vigore in tutta l’Ue, tranne che in Slovacchia e Romania. Tra l’altro bisogna anche tener conto che nel comparto tantissimi contratti sono a part-time e che questi rapporti di lavoro sono utilizzati in gran parte dalle donne». Fiorot aggiunge: «Le commesse ribadiscono ancora una volta che non intendono più lavorare alla domenica. Sono d’accordo con le posizioni più volte espresse sia dal vescovo Antonio Mattiazzo che dal cardinale di Venezia Angelo Scola. Il riposo domenicale deve essere sacro e va dedicato alla famiglia».

          (f.p.)