Rinascente, sciopero riuscito

02/04/2002


I 30mila dipendenti del gruppo attendono da un anno il rinnovo del contratto integrativo

Rinascente, sciopero riuscito
g. lac.

MILANO. Più che soddisfatti i sindacati per la riuscita dello sciopero del gruppo Rinascente, i cui 30mila addetti sono in lotta da un anno per rinnovare il contratto integrativo. La trattativa non approda a risultati soddisfacenti perchè, dicono i sindacati, l’azienda osteggia la domanda di perequazione salariale e normativa tra i dipendenti della storia Rinascente e quelli dei marchi acquisiti nel corso degli anni. Lo sciopero è riuscito «decisamente bene», dice il segretario Filcams Claudio Treves «con adesioni significative nelle realtà storiche del gruppo, in particolare i grandi magazzini Rinascente, Upim e Sma. Positiva anche la partecipazione nei marchi di più recente acquisizione come i Cedis Migliorini e le realtà marchigiane e sisiliane. Negli ipermercati adesioni superiori «a tutte le volte precedenti, anche in occasione degli scioperi per il rinnovo del contratto nazionale». Soddisfazione ponderata, media del 60 per cento, con punte dell’80-95.
L’azienda contrappone le proprie rilevazioni: la media è stata inferiore al 30 per cento, inferiore anche agli scioperi nazionali e, ciò che più conta, tutti i 437 negozi del gruppo sono stati aperti con grande soddisfazione dei clienti.
Un contratto difficile per i contenuti che deve affrontare, ed ora il clima di scontro frontale non promette buone prospettive. La vigilia dello sciopero, insistono i sindacati, è stata segnata dai «tentativi di intimidazione che però non hanno avuto successo». Occorre riprendere il negoziato, è l’invito dei sindacati: «l’azienda rifletta sui propri comportamenti, accetti una volta per tutte il fatto che i lavoratori hanno fiducia nel loro sindacato e che è dal confronto che può riprendere il negoziato. Ora l’azienda ha la prova che un livello insopportabile di arroganza produce soltanto gravi danni». La direzione ribatte che ha invano dichiarato la propria disponibilità.
Con una nota congiunta i tre sindacati di categoria presentano l’elenco dettagliato delle intimidazioni, una lista da cui emerge l’alta tensione di ieri e un giudizio duro: «L’ingiuria secondo cui scioperare equivale a fare il gioco della concorrenza. Il ricatto individuale per i part-time interessati ad aumentare le ore di lavoro: se vuoi lavorare di più, non devi scioperare. Anche telefonate a domicilio per scoraggiare la lotta. Questo – commentano i sindacati – il campionario messo in vetrina dal gruppo commerciale italiano a forte presenza di capitale e cultura francese». Fino alla «provocazione dello scontro fisico contro chi stava scioperando come è accaduto a Vimodrone; brutto segno quando saltano i nervi di chi credeva di poter comprare i lavoratori calpestando la loro dignità».





 
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