Rinascente, ritorna Borletti

13/12/2004

    domenica 12 dicembre 2004

      sezione:FINANZA E MERCATI – pagina 21

        Grandi affari
        Dalla famiglia un’offerta assieme a Pirelli Re e Db
        Rinascente, ritorna Borletti

        DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

          PARIGI • La famiglia Borletti vuole tornare alle origini: a La Rinascente, il grande magazzino milanese, acquistato dalla famiglia Bocconi nel 1917, completamente distrutto da un incendio il 20 dicembre 1918 e battezzato con il suo attuale nome da Gabriele d’Annunzio. Una società che è un pezzo della storia non solo di Milano, ma anche italiana, una famiglia quella dei Borletti famosa per La Rinascente, per la Upim (anche la Standa della famiglia Monzino è nata grazie ai soldi dei Borletti) e per i suoi orologi VegliaBorletti.

          Una società, La Rinascente che venne ceduta dai Borletti negli Anni 70 agli Agnelli, che è passata successivamente al gruppo Cabassi ed è ritornata ancora a Torino.

          Ebbene, secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti finanziari, una cordata composta da Maurizio Borletti (è stato fino a poco tempo fa a capo di Christofle), da Pirelli Re e da Deutsche Bank avrebbe lanciato un’offerta per acquisire il controllo de La Rinascente, oggi nel portafoglio del gruppo Agnelli (ricordiamo che la quota del 50% che ancora deteneva nel ramo alimentare è stata ceduta poco tempo fa al socio francese per circa un miliardo di euro).

          La cordata Borletti, non è comunque la sola in lizza. Dopo una prima "scrematura" avvenuta il 24 novembre scorso, in gara per Rinascente sono infatti rimaste anche altre 4 cordate: la prima composta da Beni stabili e da Bc partners, la seconda da Aedes e dal gruppo kuvaitiano Alsabah, la terza composta da Morgan Stanley e Cvc, la quarta infine dal gruppo francese delle Galerie Lafayette e Redveco.

          Ma quanto vale oggi Rinascente? Fare una stima precisa è difficile. Infatti, se l’importante patrimonio immobiliare della società è facilmente quantificabile, il valore del "fond de commerce" un po’ meno. Ad ogni buon conto, secondo le indiscrezioni che circolano sul mercato, Rinascente (che è assistita nell’operazione da Lazard Italia) potrebbe valere tra gli 800 e i 900 milioni di euro. Vedremo quali saranno gli sviluppi dell’operazione di cessione del gruppo, tanto più che i tempi dovrebbero essere abbastanza accelerati, forse già prima della fine dell’anno.

          Certo è che sarebbe un peccato che Rinascente finisse in mani straniere. Ad esempio quelle della francese Galerie Lafayette che peraltro è un gruppo solido e tra i migliori nella grande distribuzione. Meglio sarebbe che restasse italiana e, perché no, anche con una percentuale di milanesità. Del resto, Borletti è l’unico, nelle diverse cordate ad essere un imprenditore italiano. Gli altri due sono uno arabo e l’altro francese, mentre i gruppi finanziari o di private equity sono sono quasi tutti di matrice internazionale.

          Qualunque sia la soluzione finale, è comunque importante che il nuovo azionista di controllo si impegni a rilanciare un marchio che ha delle grandi potenzialità di sviluppo sul nostro mercato. Specie se si punta all’alta qualità e al lusso, dato che in Italia manca un grande magazzino in questo segmento. Del resto La Rinascente potrebbe diventare una "palestra" non solo per i marchi del lusso già esistenti, ma anche per quelli nascenti. Come capita sovente di vedere nei più importanti magazzini anglosassoni e francesi.