Rinascente, protesta in piazza Duomo

06/06/2005
    sabato 4 giugno 2005

      Rinascente, protesta in piazza Duomo

        La nuova proprietà punta alla cancellazione dei diritti sindacali

          I turisti che passeggeranno nel salotto buono di Milano, per il più classico sabato di shopping, dovranno saltare la tappa della Rinascente di piazza Duomo, questa mattina. Al posto della collezione estate 2005 le commesse, che saranno comunque presenti in massa, metteranno in bella mostra la collezione di diritti negati che la nuova proprietà dello storico grande magazzino milanese ha deciso di cancellare con un tratto di penna.

            Non è la prima protesta messa in atto dai circa mille dipendenti della Rinascente, ma questa volta a dare sostegno alle loro rivendicazioni scenderà in piazza Duomo anche l’intera categoria dei lavoratori del commercio, «per segnalare la nostra volontà di non cancellare quanto conquistato», spiega Fabrizio Ferrazzi della Filcams Cgil milanese.

              In effetti alla Rinascente, denunciano i lavoratori, è in corso un tentativo di riportare indietro il calendario delle relazioni sindacali. Da quando, nella primavera scorsa, la proprietà è passata dalla famiglia Agnelli (Ifil) alla società Tamerice (dove oltre agli Azionisti riuniti, figurano quote del 30% di Deutsche Bank real estate e del 20% di Pirelli Real estate) ha avviato un sistematico piano di distruzione dei diritti acquisiti nel corso di decenni e che riguardano in particolare le donne, cioè la maggioranza tra i dipendenti del grande magazzino. «Per cominciare hanno fatto scomparire tutte le bacheche sindacali – racconta Nadia D’Amely, infaticabile e battagliera delegata sindacale della Rinascente di piazza Duomo – quindi hanno cancellato da un giorno all’altro gli accordi che prevedevano orari modulati in favore delle mamme, poi hanno abolito l’intesa che consentiva l’assunzione a tempo pieno dei lavoratori part time man mano che si liberavano i posti. Infine, anche se può sembrare un dettaglio, hanno eliminato persino gli sgabelli dai reparti, perché secondo loro le commesse sono come gli equini: possono stare per otto ore in piedi».

            Gp.R.