Rinascente, ipotesi polo con Coin

28/09/2004

          PLUS
          sabato 25 settembre 2004

          sezione: PLUS pag: 5
          Rinascente, ipotesi polo con Coin
          di Gordon Gekko
          Il mandato per la vendita del gruppo Rinascente è stato assegnato da Ifil alla banca d’affari Lazard: un incarico ghiotto sul versante delle commissioni, per il quale si erano fatti avanti diversi istituti stranieri, tra i quali il gigante svizzero Ubs. L’assegnazione a Lazard era comunque abbastanza prevedibile, un po’ per le storiche relazioni tra la maison francese e Ifil e, d’altra parte, per la presenza della francese Auchan nell’azionariato. Inoltre dall’assegnazione erano state escluse per un ovvio problema di conflitto d’interessi tutte quelle merchant bank già impegnate su Coin. Quindi Jp Morgan, piuttosto che Merrill Lynch, che si affianca al fondo Bs Private Equity nell’offerta sull’azienda veneta.

          Del resto, sono diversi i parallelismi con la cessione di Coin, dove è ormai restata in corsa un’esigua pattuglia di fondi di private equity come Apax, Bs, Pai e Cvc. Tanto è vero che interessati a Rinascente potrebbero essere gli stessi fondi di private equity che sono stati in corsa sul gruppo veneto. Probabilmente Auchan punterà al settore alimentare (la catena Sma), mentre i fondi e qualche grande soggetto industriale guarderanno agli store Rinascente e Upim con tutta l’attività retail nell’abbigliamento. E a farsi avanti, tra gli operatori finanziari, potrebbero essere i vari Investitori Associati, Apax Partners, Pai, Bs Private Equity, Vestar, Carlyle, Cvc, Bain Capital, i cui nomi sono rimbalzati in questi giorni nell’asta su Coin. Del resto, l’idea di un polo che accorpi Coin e Rinascente da tempo circola negli ambienti finanziari. «È un’ipotesi che ha un senso industriale — spiega una fonte — anche se le due realtà hanno un modello di business abbastanza diverso e un’integrazione richiederebbe un forte intervento di ristrutturazione». Integrazione che invece non dovrebbe avere problemi sul versante dell’antitrust, visto che il mercato della grande distribuzione nel settore dell’abbigliamento è estremamente frammentato in Italia. Tra le varie ipotesi in discussione c’è anche la modalità di cessione: infatti il gruppo Rinascente potrebbe essere venduto nel suo complesso oppure in modo separato da Upim. Nel primo caso potrebbero essere della partita fondi europei di certe dimensioni, cioè vicini al miliardo di euro di raccolta. Nel caso di spezzatino, invece, potrebbero essere coinvolti operatori in cordata, ad esempio fondi come Bridgepoint o Bs.