Rinascente dribbla la crisi

12/09/2002







FINANZA E MERCATI


12 settebre 2002



Rinascente dribbla la crisi

Mentre in Borsa continuano i rumor sull’intesa Ifil-Auchan

A.Ber.


MILANO – Vendite per 2.779,9 milioni di euro in aumento del 3,9% rispetto al corrispondente periodo del 2001; risultato operativo lordo cresciuto del 12,9% a 129,8 milioni; risultato netto salito del 18,2% a 3,4 milioni dai 2,8 precedente: per il gruppo Rinascente il primo semestre 2002 si è chiuso con risultati che confortano la scelta coraggiosa del vertice di abbassare i prezzi di vendita in una stagione in cui l’inflazione si è riaccesa sia per effetto dell’introduzione dell’euro sia per il varo della legge sul divieto del sottocosto. «Sapevamo che il 2002 sarebbe stato complicato – dicono Giovanni Cobolli Gigli e Benoit Lheureux, gli amministratori delegati del gruppo – da fattori negativi che si aggiungevano a una debolezza della domanda che appare sempre più strutturale sul fronte dei consumi commercializzabili. Il risultato di gestione di 34,6 milioni migliorato del 18,9% rispetto ai 29,1 del 2001, con ammortamenti aumentati da 85,5 a 95,2 milioni è la voce più significativa del lavoro fatto per recuperare volumi ed efficienza soprattutto nelle aree fino a oggi meno brillanti del gruppo, cioè ipermercati e Upim». Da tempo l’evoluzione del modello di consumo delle famiglie non agevola previsioni di budget grandemente espansivi: le statistiche dicono che nel 1990 su un totale di 393 miliardi di euro di consumi, quelli riferiti a merceologie vendute da gruppi come la Rinascente erano pari al 34 per cento. Nel 2000 tale percentuale è scesa al 24% di una torta comunque cresciuta a 712 miliardi di euro. «Nel primo semestre – osservano Cobolli e Lhereux – i consumi commercializzabili sono cresciuti di appena lo 0,8% in termini correnti ma in termini reali vi è stata un’ulteriore flessione del 2,5 per cento contro una previsione positiva fatta a inizio anno dello 0,7 per cento». Nell’operazione messa in atto da Rinascente per contenere i prezzi, sta assumendo sempre più importanza il ruolo di Intermedia, la centrale di acquisti in cui la Rinascente è entrata sul finire del 2001 acquisendo una quota paritetica assieme ad altri quattro partner: Pam, Bennet, Lombardini e Sun. Nel semestre sono stati effettuati investimenti netti in immobilizzazioni per 168 milioni. La posizione finanziaria netta presenta un indebitamento di 373,1 milioni. «Luglio e agosto – aggiungono i due top manager Rinascente – hanno mostrato una confortante performance di vendite aumentate dell’11,4%. Tale risultato porta l’incremento cumulato dal 3,9% di fine giugno al 5,8% di fine agosto». In Borsa, dopo una sequenza di grandi rialzi, Rinascente ieri ha rifiatato flettendo dell’1,46% per poi peraltro recuperare, a semestrale comunicata, nell’After Hours. Piazza Affari da giorni ha di nuovo scommesso su possibili manovre all’interno dell’alleanza Ifil-Auchan , ricamando nuovi assetti con Torino a vendere e i francesi a comprare. Nuovi scenari ripetutamente smentiti dai due partner. Intanto come rappresentante in quota Ifil nel cda di Rinascente, al posto di Gabriele Galateri, è stato cooptato Daniel John Winteler.