Rinascente ceduta entro febbraio

23/11/2004

    martedì 23 novembre 2004

    sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 33

    Rinascente ceduta entro febbraio

      VINCENZO CHIERCHIA

        MILANO • Dopo la sigla preliminare della cessione del ramo alimentare ai partner transalpini di Auchan, le attività non food del gruppo Rinascente controllato da Eurofind (50% Auchan e 50% Ifil) dovrebbero essere cedute entro febbraio. Questa la previsione formulata ieri dall’amministratore delegato Giovanni Cobolli Gigli.

        «La cessione delle attività alimentari — ha spiegato Cobolli Gigli — con il passaggio di mano ad Auchan dell’intera quota si completerà entro Natale, mentre per la divisione tessile, gli azionisti, che hanno dato mandato a Lazard di selezionare le manifestazioni di interesse, le operazioni si potrebbero concludere entro il prossimo mese di febbraio». Cobolli Gigli ha poi fatto riferimento a una trentina di manifestazioni di interesse, presentate da metà ottobre, mentre nell’arco di un paio di giorni ci sarà «la presentazione delle offerte economiche non ultimative, e quindi la valutazione da parte dell’advisor Lazard ela decisione degli azionisti».

        Le manifestazioni di interesse — a quanto ha spiegato Cobolli Gigli — sono state presentate da fondi di private equity e da catene di distribuzione di vari Paesi con interessi nel business dei department store. Secondo indiscrezioni ci sarebbero delle valutazioni in corso tra fondi per presentare una offerta articolata, in pratica una sorta di cordata che potrebbe avere anche un profilo per certi versi simile a un management by-out.

        D’altro canto si vocifera di un interesse molto concreto da parte del colosso transalpino Pinault-Printemps-Redoute (Ppr) per alcune attività Rinascente, in tandem con operatori del settore immobiliare. Il gruppo Ppr (che ha conquistato Gucci) è guidato da Serge Weinberg, e sta incrementando la presenza in Italia: nei giorni scorsi ha aperto i battenti il primo centro commerciale Conforama (che va ad aggiungeresi alla catena Emmezeta) mentre Fnac presidia il mercato dell’audiovisivo.