Rinascente battuta

29/05/2001



 
   

Rinascente battuta
I 150 soci-lavoratori di una cooperativa d’appalto vincono la loro battaglia
MANUELA CARTOSIO – MILANO

Ottimo e abbondante. Anzi, diciamo pure straordinario il risultato conseguito dai 150 lavoratori del Centro del Rondò, il polo logistico del Gruppo Rinascente di Levate (Bergamo). Con uno sciopero a raffica hanno trasformato due debolezze – l’essere soci-lavoratori di una cooperativa e l’essere quasi tutti immigrati – in un forza. Che ha piegato sia la Rinascente (51% Ifil, 49% Auchan) sia il Consorzio Intesa che dal primo giugno rileverà l’appalto al Centro del Rondò. Il Consorzio Intesa, che raggruppa un paio di cooperative, ieri ha firmato un accordo con la Filcams di Bergamo e della Lombardia. L’accordo, oltre a soddisfare tutte le richieste dei 150 "soci", contempla garanzie senza precedenti nel settore delle cooperative. Intesa rileverà tutti i "soci" della BB Service, la cooperativa che ha perso l’appalto. Rispetterà le condizioni salariali, normative e d’orario strappate lo scorso marzo, sempre con lo sciopero, dai "soci" alla BB Service. Il Tfr è esteso anche ai "soci" entrati da poco nella cooperativa. Il Consorzio Intesa riconosce come interlocutore sindacale la Filcams Cgil e -questa la novità d’assoluto rilievo – riconosce le agibilità sindacali previste dallo Statuto dei lavoratori e le Rsa già costituite nel polo logistico. Si impegna, da ultimo, ad applicare in tempi definiti la recente legge sulla figura del socio-lavoratore con il conseguente aggancio a un contratto nazionale di riferimento.
Sono condizioni sicuramente onerose per la cooperativa subentrante. Se Intesa le ha accettate, significa che Rinascente ha rivisto la tariffa dell’appalto. L’aveva abbassata di 500 milioni e un’altra cooperativa, la Zapping, era scappata a gambe levate dopo aver assaggiato la scorsa settimana la determinazione dei lavoratori a non rinunciare a quanto avevano conquistato a marzo. Non uno, nei quattro giorni di sciopero, ha varcato i cancelli, il "cantiere" è stato bloccato con grave danno per il riformimento merci dei punti vendita del gruppo (quelli dell’Upim, in particolare). In questo senso, la vera sconfitta nel braccio di ferro è Rinascente. All’inizio dell’agitazione aveva fatto finta di non c’entrare nulla e, ancora ieri, disertando l’incontro con la Filcams, ha voluto formalmente ribadire che la faccenda riguarda solo la cooperativa, i "soci" e il sindacato. Nella sostanza, però, l’accordo si è potuto fare perché la Rinascente ha mollato.
La lotta dei 150 immigrati rovescia un trend: ogni cambio d’appalto per i "soci" è un passo indietro, al Centro del Rondò il passo è stato fatto in avanti. Un passo notevole, se si pensa che l’intenzione della Zapping era di fare i contratti "individuali", tipo Berlusconi-Confidustria. Il primo no sul campo a questa nefandezza l’hanno detto dei lavoratori extracomunitari. Su questo e, più in generale, sul protagonismo conflittuale degli immigrati andrebbe fatta una meditata riflessione. Speriamo se ne accorga qualcuno, anche nel sindacato, dicono soddisfatti Mirco Rota e Fabio Sormanni, segretari della Filcams di Bergamo e della Lombardia. I "soci" valuteranno l’accordo in assemblea questa sera. Quando ci sono di mezzo appalti e cooperative di comodo la cautela è d’obbligo, ma fin d’ora si può e si deve essere contenti per una vittoria netta, a cui ha contributo anche l’attenzione dimostrata della Cgil regionale.