Rinascente, 950 milioni sul piatto

24/12/2004

    venerdì 24 dicembre 2004

    sezione: FINANZA INTERNAZIONALE – pagina 28

    GRANDE DISTRIBUZIONE – Il consorzio Villa Moda-Dubai Investments-Aedes illustra la propria offerta

      Rinascente, 950 milioni sul piatto
      Sei cordate in gara: Lafayette cerca un partner per l’asset Upim

        CARLO FESTA

          MILANO • Oltre 950 milioni di euro per Rinascente . Secondo indiscrezioni, sarebbe vicina al miliardo la somma messa sul piatto dalla cordata stretta attorno alla Dubai Investments, allo sceicco principe del Kuwait Majed Al Sabah di Villa Moda e alla Aedes di Luca Castelli: raggruppamento che sta discutendo con San Paolo Imi, Ing e EuroHypo (più un quarto istituto internazionale sul cui nome c’è stretto riserbo) per il ruolo di banche finanziatrici e che ha, come advisor legale, lo studio Clifford Chance. Il consorzio ha terminato da poco la fase di data room: un secondo giro di consultazioni si concluderà a metà gennaio. Entro fine febbraio dovrebbero essere presentate le offerte vincolanti. Nel frattempo stanno proseguendo le discussioni per possibili alleanze: il fondo Pai — tra i sei soggetti della short list selezionati dall’advisor Lazard — starebbe parlando con diverse cordate, fra le quali anche Dubai Investments-Aedes, per un possibile ingresso.

          Anche la cordata formata da Cvc e Morgan Stanley si sta muovendo, mentre quella costituita da Pirelli Re-Deutsche Bank ha già trovato un accordo per un coinvolgimento nel consorzio di Investitori Associati, gruppo di private equity molto vicino alla famiglia Borletti, imprenditori fondatori dei grandi magazzini Rinascente. Questo raggruppamento starebbe discutendo per il finanziamento con alcune banche, in particolare Unicredit e Capitalia. Banca Intesa si sarebbe invece affiancata alla cordata Beni Stabili-Bc Partners la cui offerta secondo indiscrezioni sarebbe di circa 830 milioni.

          Il periodo è fitto di trattative e le discussioni all’interno dei sei soggetti coinvolti proseguiranno dopo Natale: è possibile l’ingresso di nuovi player interessati al solo asset Upim, che ha bisogno di un forte intervento di turnaround. Proprio per puntare su Upim sta nascendo un nuovo raggruppamento stretto attorno al commissario straordinario di Cirio Mario Resca e all’advisor EnVent tramite il supporto finanziario del fondo Clessidra e del Credit Agricole, oltre al coinvolgimento del sistema Unipol-Coop. Sta invece discutendo con tre soggetti industriali (due stranieri e uno italiano) interessati alla sola Upim anche il consorzio formato da Galeries Lafayette e dall’olandese Redevco, che ha come advisor la boutique Cofinance & Co. Consulente legale della cordata è Lovells, mentre Bnp Paribas è la banca finanziatrice delle Galeries Lafayette. L’offerta di questa cordata sarebbe vicina a 850 milioni e punterebbe sulla componente industriale, con un turnaround su Upim e un potenziamento delle vendite per Rinascente. Proprio in questi giorni stanno emergendo i dettagli dei piani finanziari e industriali allo studio. Il progetto del raggruppamento arabo-italiano Dubai Investments-Aedes, secondo indiscrezioni, prevederebbe il ricorso all’indebitamento tramite un’operazione a leva (per il 60-70%) mentre l’equity verrebbe fornito in maniera prevalente da Aedes e dalla Dubai Investments. Quest’ultima sta accelerando le proprie strategie europee e tramite il recente spostamento del proprio baricentro a Londra sarebbe pronta ad investire nuove risorse nel retail. Nella compagine sarebbe presente (con una quota inferiore di equity) la Villa Moda dello sceicco Al Sabah. La cordata ha come consulente l’ex manager di Gucci, Giacomo Santucci. Nel progetto che Santucci sta elaborando si punterebbe sulla potenzialità dei marchi Rinascente-Upim e sull’esportabilità all’estero (in Asia e Medio-Oriente) del concetto di retail. In Medio Oriente sarebbero state trovate delle possibilità di sviluppo tramite la Villa Moda che detiene contratti in franchising con vari marchi come Fendi, Prada e Ferragamo. Nel progetto verrebbe anche sottolineata la forza e l’italianità del marchio Rinascente e l’opportunità che deriva dalla mancanza sul nostro territorio di department store sul modello inglese (Harrods) o americano. Il piano evidenzia anche le possibili sinergie tra Rinascente e Upim: la prima come brand più classico, la seconda per le opportunità di sviluppo tra la clientela media e giovane tramite strategie di marketing aggressive.