Rinascente, 6 in corsa nella «short list»

02/12/2004

    giovedì 2 Dicembre 2004

      sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 37

      Offerte tra 800 milioni e il miliardo di euro
      Rinascente, 6 in corsa nella «short list»

      CARLO FESTA

      MILANO • La corsa su Rinascente entra nella fase della selezione. L’advisor Lazard ha infatti esaminato le dieci proposte non vincolanti giunte ed è arrivato a indicare una short list di pretendenti che avranno accesso alla data room: secondo indiscrezioni, sarebbero sei le cordate ammesse alla fase successiva. Tra i nomi che circolano c’è la cordata formata da Aedes, dalla Villa Moda dello sceicco del Kuwait Majed Al-Sabah, gruppo del lusso attivo nel settore del retail nel Far East, e dalla Dubai Investment Company.

      Tra i consulenti della cordata c’è Giacomo Santucci, ex manager di Gucci, Clifford Chance come advisor legale e la Icade con un ruolo di supporto nel real estate.

      Ammesse alla short list sarebbero anche le cordate formate dall’investitore istituzionale americano Cvc e da Morgan Stanley, quella tra Pirelli Real Estate e la tedesca Deutsche Bank assieme alla nota famiglia di imprenditori Borletti e quella tra il gruppo di private equity Bc Partners elasocietà immobiliare Beni Stabili.

      Infine fanno parte della schiera dei soggetti coinvolti nella fase successiva e nella data room il gruppo di private equity Pai (che è anche nella short list per Coin e che potrebbe dunque valutare un’aggregazione tra le due realtà) e un soggetto industriale della grande distribuzione sul nome del quale c’è per ora grande riserbo. Però, tra gli addetti ai lavori, circola in modo insistente il nome del gruppo francese Galeries Lafayette, che già in passato aveva mostrato interesse per la Rinascente.

      Secondo fonti finanziarie, le offerte per Rinascente-Upim si aggirerebbero tra gli 800 milioni e il miliardo di euro.

      Il patrimonio immobiliare, secondo una perizia di circa un anno fa, varrebbe infatti tra i 600 e i 700 milioni di euro. A questa cifra va però aggiunta la valorizzazione della componente industriale che sarebbe valutata sui 300 milioni e che ha soprattutto nel grande magazzino in piazza Duomo a Milano una fonte elevata di introiti sul totale del fatturato. Sulla redditività della divisione tessile andranno comunque a pesare i futuri affitti da pagare ai nuovi proprietari degli immobili.

      Non sono invece stati ammessi alla short list altri pretendenti, che avrebbero proposto un’offerta economica inferiore: tra questi Investitori Associati e Carlyle. Tuttavia non è da escludere che altri gruppi interessati possano rientrare in gioco: soltanto i soggetti ammessi nella short list potranno infatti aggregare eventuali pretendenti esterni.

      Tanto che, in queste settimane, sta continuando il lavoro di alcuni advisor come ad esempio la boutique romana EnVent che sta lavorando per favorire l’alleanza tra uno dei soggetti ammessi e gruppi esterni interessati a rientrare nel deal.