Rinaldini: troppo autoritarismo nel lavoro

04/03/2011

L’ex segretario della Fiom a Trento. Grasselli: ammortizzatori, sfida trentina
TRENTO— Se un’alternativa c’è, quell’alternativa si chiama unità. Perché in fondo, dice Gianni Rinaldini, ex segretario Fiom e portavoce de «La Cgil che vogliamo» (e guarda alle iniziative che in questi mesi hanno riempito le piazze), «siamo tutti parte dello stesso disegno democratico» . Unità e dialogo: la ricetta di cui «Uniti contro la crisi» vuole servirsi è tanto antica quanto attuale, anche e soprattutto in tempi accusati di individualismo. «Ben venga allora lo sciopero generale del 6 maggio — dice il movimento — perché quella giornata ce la siamo conquistata tutti noi» . Giovani e lavoro, società e politica: temi, sulla bocca degli italiani ormai da tempo, sono stati al centro dell’incontro «Uniti contro la crisi» , organizzato ieri sera dal Centro sociale Bruno. A susseguirsi al microfono sono stati Gianni Rinaldini, Roberto Grasselli della Fiom Cgil Trentino, Roland Caramelle della Filcams Cgil Trentino, Francesca Caprini del Comitato referendario Acqua bene comune ed Enrico Lancerotto del Collettivo universitario Trento anomala» (moderati da Stefano Bleggi del Centro sociale). Assente invece Luca Casarini, uno dei leader dei centri sociali veneti, che ha saltato la trasferta trentina per un impegno dell’ultima ora. Mette l’accento su «Uniti contro la crisi» il moderatore Bleggi, che sottolinea la determinazione di una formula unitaria «nata nel mese di ottobre come appello di singoli individui ma che ha poi cercato di creare uno spazio pubblico di confronto e discussione» . E se ad attraversare il movimento sono biografie ed esperienze diverse, le retrovie si muovono inseguendo un progetto comune: quello di costruire una reale alternativa «Non solo morale ma anche concreta» ) a una crisi trasversale. Parla di un «ragionamento complessivo, che deriva da un percorso comune di iniziative molteplici» anche Rinaldini, che mette in guardia contro la «deriva autoritaria del Paese» : «L’Italia si sta avviando sempre più verso un’idea di Stato autoritario. E nel mondo del lavoro si sta facendo la stessa cosa, minando il diritto allo sciopero e alla libertà sindacale» . Temi importanti, che da tempo non smettono di creare malumori. Temi sentiti anche in Trentino, dove, dice Grasselli, «la partita è ancora aperta e si giocherà sugli ammortizzatori sociali. Sarà infatti la Provincia autonoma di Trento a legiferare in materia, con la possibilità di intervenire anche sensibilmente per un miglioramento del quadro. Ed è proprio su questa partita che si potrà aprire un dibattito a 360 gradi, che coinvolga tutta la cittadinanza oltre alle rappresentanze sindacali. È un’occasione, che bisognerà saper cogliere per fare il vero salto di qualità» . Poi il pensiero va al governatore. «Dellai vuole portare in Trentino il welfare svedese. Benissimo, potremo discuterne insieme le modalità» .