Rimini. Salvataggi in trincea

27/07/2006

    gioved� 27 luglio 2006

    Edizione di: RIMINI

      Salvataggi in trincea

      Stefania Parmeggiani

        RIMINI – Anche oggi pomeriggio i bagnini di salvataggio abbandoneranno le loro torrette un’ora e mezzo prima del dovuto. Questa volta a mettere il fischietto in tasca saranno i salvataggi di Misano e Cattolica, gli ultimi che ancora mancano all’appello prima che le riunioni indette dalla Filcams Cgil sul tema “sicurezza in mare” possano dirsi concluse. Prima di loro, infatti, erano stati i colleghi di Bellaria, Rimini e Riccione a discutere di come ottimizzare il servizio di salvamento dopo le troppe morti delle ultime settimane.

        La chiamata del sindacato nel giro di pochi giorni ha visto rispondere positivamente praticamente tutti i salvataggi della riviera riminese, circa 300 addetti che vogliono, finalmente, dire la loro sul tema sicurezza, stanchi di essere messi all’indice ogni volta che qualcosa non va per il verso giusto, ogni volta che una vita umana non si riesce a salvare.

        “Nelle riunioni precedenti – premette il segretario provinciale di categoria Mauro Rossi – era emerso anche il problema di alcuni operatori multati perch� non indossavano la canottiera di ordinanza. Per quei casi abbiamo gi� deciso il da farsi: ricorreremo contestando i verbali della capitaneria di porto di fronte ai responsabili dei singoli uffici comunali del demanio”. Oggi pomeriggio si parler�, quindi, solamente di sicurezza. “Ho letto con piacere le dichiarazioni del comandante Andrea Agostinelli che proponeva di riunirci tutti attorno a un tavolo per fare il punto sulla situazione e per decidere gli interventi necessari a ottimizzare il servizio. Non appena ascoltati anche i bagnini di Misano e Cattolica, mi metter� in contatto con lui per vedere di fissare una data. Chieder� che a quel vertice siano presenti oltre che i sindacati, i rappresentanti delle categorie e la capitaneria, anche le rappresentanze dei salvataggi, una per ogni comune costiero”. Il tema, come si � visto dalla scia luttuosa delle ultime settimane � infatti trasversale, coinvolge tutto il tratto di costa da Bellaria a Cattolica e pur nelle specificit� di ogni specchio di mare da controllare, le esigenze sembrano essere le stesse: un soggetto unico che coordini i salvataggi, moto d’acqua attrezzate per il soccorso, ricetrasmittenti, diversa gestione degli orari e dei turni di riposo. Rossi, concluso il giro, riassumer� le istanze dei salvataggi e in base a quello si confronter� con la Capitaneria e i responsabili dell’ordinanza balneare nel mirino degli addetti ai lavori, ovvero gli uffici demaniali dei Comuni.