Rimini. Salvataggi col contratto da clown

16/06/2003


    Data pubblicazione:14-06-2003

    Salvataggi col contratto da clown

    Raphael Zanotti
    RIMINI – Da animatori a… rianimatori. Come dire, se non vi salveranno, almeno vi divertiranno. Certo, forse poi sarà un po’ difficile spiegare ai turisti che, nel caso in cui si troveranno in difficoltà nelle acque riminesi, a tuffarsi per riportarli a riva ci sarà un esperto di giochi e intrattenimenti. Ma tant’è. La "trovata" è della Cooperativa bagnini di Viserba che, a sorpresa, quest’anno ha deciso di assumere sette animatori da spiaggia per piazzarli nelle torrette a controllare i bagnanti. Motivo? Il dubbio sorge spontaneo quando si scopre che guadagneranno un tozzo di pane, che per loro non verranno pagati i contributi e che andranno a coprire, guarda caso, proprio gli orari che quest’estate i bagnini avrebbero dovuto pagare ai salvataggi con una maggiorazione del 15% poiché oltre le 40 ore. Il contratto è stato stipulato con un’agenzia di animazione di Palermo che da tempo ha contatti con l’associazione albergatori di Rimini e di Cesenatico. In pratica, con l’ambigua dicitura di "assistente bagnanti", i giovani sono stati assunti ufficialmente per animazione da spiaggia, ma di fatto copriranno il periodo in cui non ci saranno gli uomini del salvataggio. L’inquadramento dei nuovi acquisti verrà regolato dall’Enpals, l’Ente nazionale per la previdenza e l’assistenza dei lavoratori dello spettacolo. Ogni lavoratore verrà pagato 300 euro ogni primo del mese per luglio, agosto e settembre. Altri 900 euro verranno corrisposti entro 30 giorni dalla scadenza del contratto, fissata il 5 settembre. In pratica 1800 euro per tre mesi di lavoro. Inutile dire che la Filcams Cgil, non appena è venuta a conoscenza della cosa, si è subito scatenata e ha inviato alla Lega delle cooperativa una lettera di fuoco nella quale si minaccia l’esposto nel caso in cui non si risolva al più presto la situazione. Anche perché tra i sette animatori assunti pare che ci sia anche un minorenne. Il ragazzo, di 17 anni, avrebbe avuto il consenso dei genitori. Ma il problema non è tanto questo. Nel contratto stipulato tra la Cooperativa bagnini Viserba e l’agenzia di animazione si nota chiaramente come la dicitura "servizio di animazione da spiaggia" abbia sostituito il precedente "servizio di animazione da piscina" del modulo prestampato. Mentre però avere un patentino di salvamento da piscina permette di lavorare dai 16 anni in su, il discorso si fa decisamente complesso per il salvamento in spiaggia. Nel caso di una disgrazia in mare, infatti, gli uomini del salvataggio hanno una responsabilità penale della quale devono rispondere. Non si capisce come ciò sia possibile nel caso in cui il salvataggio sia un minorenne. D’altra parte i sette animatori, che hanno già preso servizio, dicono di avere il patentino di salvamento, ma non hanno mai affrontato un esame di voga.
    A questo punto pilotare un moscone potrebbe diventare un compito da veri giocolieri. raphaelzanotti@libero.it