Rimini. Per il Grand Hotel è il giorno della verità

08/03/2007

    giovedì 8 marzo 2007

    Pagina VII – Rimini Cronaca

    Per il Grand Hotel
    è il giorno della verità

      Oggi l’incontro con i sindacati. I dubbi sul prezzo

      CHE NE SARÀ del Grand Hotel e dei suoi 70 dipendenti? Il gran giorno delle risposte – forse – è arrivato. Si terrà questa mattina l’attesissimo incontro tra i sindacati e Casto Iannotta, amministratore della Grand Hotel Rimini spa, che continua a gestire la struttura. Se quest’ultimo si presenterà al cinque stelle di Rimini, o se resterà un convitato di pietra, si saprà solo in tarda mattinata.

        Dopo l’arresto di Danilo Coppola, che avrebbe rilevato il Grand Hotel lo scorso 22 dicembre proprio da Iannotta per 69 milioni di euro, le attenzioni si sono spostate sull’imprenditore bergamasco, che continua da giorni a negarsi ai giornalisti.

        La domanda cui tutti vorrebbero una risposta è semplice: ma il Grand Hotel è passato di mano a Coppola (nel qual caso sarebbero verosimilmente guai a profusione) oppure l’immobiliarista romano non ha perfezionato l’acquisto, versando solo un anticipo della somma dovuta?

        «Vorremmo una risposta a questi interrogativi, che riguardano anche il futuro del personale, e contiamo di averla», dice Mauro Rossi, della Filcams – Cgil, che con i colleghi di Cisl e Uil, e i 70 dipendenti del Grand Hotel, attendono al varco l’imprenditore e il suo socio Rino Fratus.

        GLI SCENARI restano copmunque foschi. L’ipotesi che Danilo Coppola, uscito da Regina Coeli e riprese in mano le redini del suo impero immobiliare, rivendichi la proprietà appare improbabile. Non appare semplice neppure l’altra opzione, ovvero che Iannotta e Fratus vogliano tornare in possesso dell’hotel invocando la nullità del contratto per poi ritrattare la vendita con altri interlocutori. Questo, prevedibilmente, aprirebbe un lungo contenzioso legale, destinato a creare una situazione di stallo.

          A complicare le cose c’è anche l’aspetto economico. Molti, in questi giorni, hanno sostenuto che il valore dell’immobile e dell’azienda è ampiamente sopravvalutato. I 69 milioni pagati da Coppola sarebbero il frutto di una valutazione «gonfiata», come dimostrerebbe una perizia fatta da un noto istituto bancario che avrebbe fissato in 50-55 milioni il prezzo reale del Grand Hotel. Stima discorde da quella presentata invece da una seconda banca, che avrebbe invece valutato l’immobile 90 milioni. Comunque sia, difficilmente sarà possibile riproporre la transazione al prezzo che Danilo Coppola avrebbe sborsato per mettere le mani sull’albergo simbolo della Riviera.