Rimini. Il ritorno di Gabriella

28/05/2004

Corriere Romagna


venerdì 28 maggio 2004
Edizione di: RIMINI
Il ritorno di Gabriella


RIMINI – E’ scesa dall’aereo sotto scorta del comandante che, una volta a terra, l’ha consegnata al tenente colonnello Domenico Fornabaio, comandante dei Reparti speciali della Nucleo provinciale della Guardia di finanza di Bologna. Le 21 di ieri erano passate da una manciata di minuti quando è terminata la latitanza internazionale di Gabriella Spada, ex presidente della Giacomelli Group, unica a non aver ricevuto lo scorso 29 aprile l’ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Gip del tribunale di Rimini Giacomo Gasparini su richiesta del pubblico ministero Luca Bertuzzi, nell’ambito dell’inchiesta sul buco da 500 milioni di euro nei bilanci dell’impero costruito dal suocero Antonio Giacomelli ed ora vivo grazie all’amministrazione straordinaria.Ad attendere la manager all’aeroporo di Forlì (anzichè l’Internazionale della Malpensa bypassato con un cambio di volo a Vienna) che con gli altri imputati è accusata di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, truffa e calunnia, non c’era un cellulare ma un’auto veloce della Finanza bolognese che a tutta velocità è subito partita alla volta della sezione femminile del carcere forlivese dove rimarrà almeno fino a domani quando sarà interrogata dal giudice Gasparini sul cui tavolo, da 48 ore, è arrivata la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai propri difensori: gli avvocati Mariano Rossetti di Bologna e Paolo Righi di Rimini.
Misura cautelare attenuata che il tribunale del Riesame di Bologna ha fissato – lo ricordiamo – per il marito Emanuele Giacomelli, per l’ex amministratore delegato Stefano Pozzobon, il consulente Vittorio Fracassi, scarcerando invece senza alcun obbligo Antonio Giacomelli. Ai domiciliari, concessi dal Gip Gasparini, si trova anche il “contabile” Domenico Libri.Gabriella Spada avrebbe dovuto far rientro in Italia quasi tre settimane fa dalle Maldive dove si trovava in vacanza quando la Finanza fece scattare le manette ai polsi dei coimputati. Poi, con una scelta motivata da un fax consegnato dagli avvocati al pubblico ministero, aveva “optato” per lo status di latitante internazionale sfuggire a quello da lei definito linciaggio mediatico di cuneoperatori, fotografi, giornalisti.Oltre alla accuse legate alla gestione fittizia del gruppo che hanno portato al crac Giacomelli, Gabriella Spada deve anche rispondere della distrazione di circa 200 milioni di vecchie lire che secondo la Finanza sarebbero state investite nel centro di estetica nel cuore di Rimini inaugurato nel 2002, rilevato a gennaio da una nuova società.

Enrico Chiavegatti