Rigore o sviluppo? TPS divide i sindacati

24/05/2006
    mercoled� 24 maggio 2006

    Pagina 1 e 7 – Sindacati

    SPETTRI – LA LINEA ’92 CONDIVISA DALLA CGIL, NON DA CISL E UIL

    Rigore o sviluppo? TPS divide i sindacati

      TPS lancia l’allarme conti pubblici e i sindacati si dividono. Solo che, per una volta, non secondo la linea di divisione �classica� (Uil e Cisl, i sindacati riformisti, da una parte, Cgil �radical-massimalista� dall’altra) ma secondo linee, come dire?, “interne”. Mentre in Cisl puntano su �un grande accordo concertativo� che, pi� che per Damiano, passi direttamente per palazzo Chigi, linea Prodi-Padoa Schioppa-Letta, in Uil se solo sentono parlare della �necessit� del risanamento� e dell’allarme ’92 mettono mano alla pistola. Il segretario generale Luigi Angeletti ieri mattina ha ricevuto la visita del neo ministro del Lavoro nell’ambito di un new style neoconcentrativo che Damiano ha inaugurato con le parti sociali: l’altro giorno era stata la volta di Epifani e Bonanni, ieri pomeriggio il riformista diessino ha visto anche Montezemolo con il quale ha convenuto che almeno �il metodo� della concertazione � �benvenuto�. Bene, mentre Damiano sosteneva soddisfatto di �non aver visto differenze tra Cgil, Cisl e Uil su temi e priorit�, nel suo �viaggio di ascolto� tra le parti sociali, da quella stessa sede Angeletti manda a dire a TPS che �neanche nella sciagurata ipotesi di un decificit del Pil ben oltre il 4% consiglierei una manovra economica aggiuntiva. Non c’� spazio per una politica economica che punti solo al risanamento rinviando la crescita a tempi migliori. Non � pi� il tempo della politica dei due tempi�, aggiunge con una battuta. Per la Uil, dunque, non ci sono dubbi: �Solo con un tasso di crescita sostenuto si possono risolvere i problemi di deficit�, spiega Angeletti, n� vale l’accostamento alla drammatica situazione degli anni ’90. Eventuali manovre economiche che deprimessero la domanda interna non avrebbero modo di essere assorbite, rallentando la crescita e peggiorando la situazione�. La Cgil, invece, la pensa all’opposto: il segretario confederale Marigia Maulucci, che i conti pubblici li segue da vicino, d� ragione a Padoa Schioppa: �� come nel 92, per crescita e stato dei conti, non lo � per l’alta inflazione�.

      La Cgil, insomma, � preoccupata: �Le difficolt� dell’avanzo primario sono le stesse del ’92 – ragiona la Maulucci – e quello che ci salva � solo che allora c’era la lira, che poteva essere svalutata, oggi c’� l’euro, ma anche l’inflazione pu� ripartire�. Ribadito il no secco a una politica di sacrifici e la richiesta primaria (�nuova politica dei redditi�), per la Maulucci l’obiettivo � la crescita e le leve fondamentali sono il sostegno all’offerta ma anche e soprattutto alla domanda interna. La Cgil per� non si tira indietro nemmeno di fronte a una richiesta hard, specie per il comparto della Funzione pubblica, quella di tagliare la spesa, purch� si tratti di �spesa clientelare e improduttiva� e si capovolga il �non-metodo� del tetto del 2% imposto, a suo tempo, da Siniscalco. In campo, dunque, c’� la neo-concertazione, anche se la Maulucci preferisce declinarla come �necessit� di intese tra i soggetti della rappresentanza sociale su obiettivi precisi�. Parole che comunque non faranno fare salti di gioia alla sinistra interna fiommina. che di concertazione non vuole neppure sentir parlare.

      Su un �grande assetto neoconcertativo� punta invece il segretario generale aggiunto della Cisl Pierpaolo Baretta, che per� sul paragone col ’92 ci va con i piedi di piombo: �Il paragone regge se guardiamo al deficit, pesante, del bilancio pubblico e alla mancanza di competitivit�, ma non regge se pensiamo che oggi c’� Maastricht e non � pi� possibile la svalutazione della lira�. Per Baretta la strada � �rilanciare una seria politica di sviluppo che sia industriale, dei redditi e fiscale, ma soprattutto di una seria lotta alle rendite, al sommerso e all’evazione fiscale. Fatta questa, si parla del resto�. Il quadro, per�, per la Cisl � chiaro e si chiama neoconcertazione. A dargli ragione � il presidentr dell’Ires Cgil Agostino Megale: �La situazione dei conti pubblici � cos� grave che ricorda la grande crisi del ’92-’93 e come dopo quella ci fu il grande patto del luglio ’93 cos� ora serve un grande patto concertativo e una seria politica dei redditi�. Chiss� come sar� contento Cremaschi , di queste parole di casa Cgil.