“Riforme” Via libera della Camera alle liberalizzazioni

23/03/2007
    venerdì 23 marzo 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    La «lenzuolata» di Bersani
    ottiene la prima fiducia

      Via libera della Camera alle liberalizzazioni
      Il ministro: processi decisionali troppo lenti

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        È ANDATA «Qui c’è un’idea di cittadino che dev’essere trattato bene». Così parla Pier Luigi Bersani nel giorno della fiducia alla Camera sul decreto liberalizzazioni. Evidentemente il centrodestra non la pensa così e grida allo scandalo del Parlamento imbavagliato (non del cittadino danneggiato dall’ostruzionismo). La fiducia passa in mattinata (316 sì e 231 no), mentre in serata si passa al varo del provvedimento (295 sì), che ora «sbarca» in Senato. Dovrà essere convertito entro il 2 aprile: molti scommettono in un’altra fiducia a Palazzo Madama. «Abbiamo il dovere di governare – commenta Bersani – Andremo avanti con ogni mezzo».

        «Noi in pochi mesi – dichiara la vicepresidente dell’Ulivo Marina Sereni – abbiamo fatto quello che la destra non è riuscita a fare in cinque anni di governo. Stiamo aprendo il mercato alla concorrenza e alla trasparenza, stiamo dando più opportunità ai giovani e più tutela ai consumatori. Per queste ragioni è stata necessaria la fiducia». Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione, replica secco alla destra: «Dite che siamo divisi, ditecin in che cosa». In realtà la maggioranza è stata compatta sulla seconda «lenzuolata» del ministro per lo Sviluppo. Ma il tempo sui decreti giocava a favore dell’opposizione, visto che a Montecitorio è impossibile contingentare gli interventi. Così la strada dell’ostruzionismo era spalancata. Naturalmente il centrodestra parla di misure minimali (Casini chiede che si metta mano ai servizi pubblici locali, che, guarda caso, sono in un altro provvedimento), tanto minimali che la Casa delel libertà non è riuscita a votarle. La verità, ripete il relatore Andrea Lulli (Ulivo) «è che questo decreto non lo vogliono proprio». Sarà per i mutui senza penale? Sarà per i cellulari senza costi fissi di ricarica? «È per tutto – continua – non lo vogliono e basta».

        In serata Bersani commenta che quella di ieri è stata «una buona giornata per gli italiani. per il contenuto delle norme e per la conferma politica di una linea». L’unico rammarico del ministro «è che non si crea un clima sufficiente per avere una maggiore coralità nella modernizzazione del Paese. Oggi la Cdl si è arrampicata sui vetri adducendo mille pretesti per defilarsi e difendere i vecchi meccanismi. Questo non è un bene per il Paese».

        Il testo su cui si è votata la fiducia non stravolge le proposte iniziali, anche se nell’iter parlamentare è stata introdotta qualche novità. Per esempio l’estensione a internet e pay-tv dello stop al costo di ricarica delle schede dei telefonini. Non è invece passata l’ipotesi di includere le carte di credito prepagate. Ampliata anche la misura che cancella le penali per l’estinzione anticipata dei mutui: da quelli sulla prima casa si è passati ai mutui contratti da persone fisiche per l’acquisto e la ristrutturazione di immobili adibiti ad abitazione e anche allo svolgimento di attività economiche e professionali. Resta pressoché invariato l’articolo 12 sulla revoca delle concessioni Tav, nonostante emendamenti presentati da una parte della maggioranza oltre che dalla Cdl. Bersani ha annunciato ieri che grazie all’introduzione del meccanismo delle gare (che prima non c’erano state) le opere potranno costare anche il 20% in meno. I bandi saranno pubblicati non appena il decreto sarà convertito. Leggere modifiche agli articoli 10 (apertura di alcuni settori professionali) e 13 sulla scuola (reintroduzione degli istituti professionali cancellati dalla riforma Moratti).