“Riforme” Sanità, il ticket di 10 può sparire

05/02/2007
    sabato 3 febbraio 2007

    Pagina 8 – Economia/Oggi

    Sanità, il ticket di 10 euro sulla
    diagnostica può sparire

      Ma le Regioni dovranno sostituirlo con altri strumenti. I Policlinici universitari diventano aziende integrate

        di Maristella Iervasi / Roma

        TICKET I policlinici universitari di tutt’Italia, diventano aziende integrate ospedaliere-universitarie. Mentre sul fronte dei contestati ticket sulla diagnostica – strumento poco amato dai cittadini per finanziare la sanità – le regioni potranno sostituire la «tassa» sulle ricette per analisi di laboratorio e visite specialistiche con altre misure di partecipazione alla spesa. Ma finchè non verranno introdotte alternative regionali, la quota dei 10 euro a ricetta resterà in vigore. Sono i provvedimenti adottati nel Consiglio dei ministri di ieri in un unico disegno di legge, che porta la firma dei ministri Livia Turco (salute) e Fabio Mussi (università). E non mancano i malumori.

        L’assessore alla sanità della Regione Lazio, Augusto Battaglia,avrebbe preferito un decreto legge sui Policlinici e non un disegno di legge. Sul fronte ticket, invece, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando manifesta un dissenso a sorpresa: nell’intesa Stato-Regioni le uniche contraria alla rimodulazione erano state la Lombardia e il Veneto. Il governatore ligure ha scritto proprio ieri – mentre era in corso il Cdm – una lettera Prodi e ai ministri Turco e Padoa Schioppa, chiedendo l’«eleminazione» dei ticket sulle ricette per gli esami diagnostici. In pratica, l’abolizione dei 10 euro previsti dalla Finanziaria 2007. Spiega Burlando: «La rimodulazione del ticket non basta. Se i conti dello Stato, come mi pare, migliorano molto, sia esso a farsene carico per coprire le entrate previste, pari a 810 milioni. di euro. Noi come regione Liguria non ce la facciamo. Questa giunta si è insediata nel 2005 e ha destinato alla razionalizzazione e all’ottimizzazione delle risorse, nel rispetto dei patti concordati, 100milioni di euro. Di più non possiamo. Non siamo in grado di accollarci un’ulteriore imposta per compensare i ticket».

        I provvedimenti alternativi al ticket dei 10 euro verranno stabiliti nella Conferenza Stato-regioni del prossimo 15 febbraio. E già il Lazio e l’Emilia Romagna si sono dette pronte a varare misure più eque. «Disappunto» per la conferma di governo sui ticket perchè «i cittadini la vivono come un’ingiustizia, una nuova tassa», esprime l’associazione Cittadinanza attiva-Tribunale per i diritti del malato. Che teme da parte delle regioni questa soluzione: innalzeranno il tetto di massimo di costo delle prestazioni per i cittadini, da 36 a 46 euro.

        Ma torniamo ai Policlinici. Il ddl – ha assicurato il ministro Livia Turco – avrà una procedura d’urgenza. «Conto nell’approvazione del Parlamento entro due o tre mesi». La trasformazione dei policlinici universitari era prevista dalla riforma varata nel ‘97 dal Governo di centro-sinistra, in via sperimentale e mai attuata in tutta la Penisola. In particolare, restavano a gestione diretta dell’Università i policlinici di Roma, Napoli, Bari, Catania, Messina e Palermo. Ecco perchè il ddl approvato in Cdm «non è un atto scontato», ha precisato il ministro. La riforma ha avuto 4 anni di sperimentazione e poi è stata abbandonata dal Governo di centrodestra. «La nostra è una forte scelta politica, che riguarderà tutt’Italia, e dunque renderà più omogeneo il Ssn e più eguali le opportunità dei cittadini di avere un’assistenza d’eccellenza». Il provvedimento riguarderà i 7 policlinici di Napoli, Messina, Catania, Bari e Cagliari. Più i due i Roma: Tor Vergata e Umberto I°.«Un grande passo» – ha detto il ministro Mussi – Le aziende potranno essere più efficienti, le università potranno svolgere meglio i loro compiti».Con un auspicio: che i casi di malasanità e malauniversità diventino un ricordo.