“Riforme” Per le liberalizzazioni spunta l’idea Bicamerale

22/01/2007
    sabato 20 gennaio 2007

    Pagina 7 – Economia

      Per le liberalizzazioni
      spunta l’idea Bicamerale

        Bersani vorrebbe
        accelerare
        l’approvazione
        dei provvedimenti

        Un’esca lanciata all’Udc
        proprio nel momento
        scelto da Casini
        per venire allo scoperto

          Roberto Giovannini

          ROMA
          Pierluigi Bersani ha in mente una «Bicamerale sulla concorrenza». Una vera e propria Commissione Parlamentare, dove dovranno trovare spazio deputati e senatori di maggioranza e opposizione, che si occuperà di ragionare sulle liberalizzazioni. Capace di accelerare la discussione e il varo dei (molti) provvedimenti oggi all’esame delle Camere. Una Bicamerale in grado di essere l’esca giusta da lanciare all’area «dialogante» dell’opposizione, a partire dall’Udc.

            Non è un caso che l’idea del ministro dello Sviluppo Economico sia stata tirata fuori proprio nel giorno in cui il leader Udc Pierferdinando Casini dichiara la sua volontà di «vedere» cosa ha in mano il governo in tema di liberalizzazioni. E così, ieri mattina Bersani in Consiglio dei ministri ha rilanciato la proposta. Una «Bicamerale sulla concorrenza» che dovrebbe coinvolgere l’opposizione, chiedendo alla Cdl un contributo di proposta e di riflessione di merito, «deideologizzata». I poteri della Commissione, inoltre, consentirebbero di esaminare e licenziare in tempi molto più rapidi il pacchetto di provvedimenti «per i consumatori-cittadini» finora presentati, che rischiano di giacere a lungo in Parlamento. Si tratta dei ddl su «class action», energia, servizi locali, ordini e tv. Più le norme della «lenzuolata» di Bersani, che per Romano Prodi conterranno tante «sorprese positive».

              Il centrodestra per ora non «chiude», con lo stesso Gianfranco Fini che cautamente pare possibilista su un impegno della Cdl sui temi dei consumatori. Chissà se tutto ciò non metterà in allarme la sinistra radicale; un pericolo che Bersani nega, visto che su queste misure c’è una larga condivisione nella maggioranza.

                Vedremo. Intanto, il governo ha messo in moto il confronto con i sindacati sulla previdenza. I numeri uno di Cgil-Cisl-Uil si vedranno domenica sera con Prodi, Padoa-Schioppa, Damiano, Bersani ed Enrico Letta. Non sarà facile. I sindacati tengono copertissime le loro carte, sono piuttosto divisi sul da farsi, e chiedono al governo una proposta unica. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano, da Berlino, ribadisce di essere fiducioso: il governo non corre rischi, ce la farà a parlare con una voce sola, e la speranza è che anche il sindacato concordi una linea unitaria. In ogni caso, Damiano si dice d’accordo con il Commissario Ue Almunia: «è necessario fare un aggiustamento, ma della riforma Dini». Intanto, il rapporto Ue sul programma di stabilità italiano 2006-2011 (ieri in parte anticipato) invita l’Italia ad «attuare pienamente le riforme adottate», considerato l’alto debito pubblico, e invita il governo a procedere «al pianificato aggiustamento periodico dei coefficienti pensionistici».

                  Infine, Palazzo Chigi ha avviato un’altra operazione diplomatica: insieme con Rutelli, «Tps», Bersani e Santagata il premier ha pranzato con i leader di sei associazioni: Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Lega Coop e Confcooperative. Una chiacchierata informale per illustrare (molto in generale) le intenzioni dell’Esecutivo su liberalizzazioni e welfare.