“Riforme” Nuove Authority a tutela dei cittadini

05/02/2007
    sabato 3 febbraio 2007

    Pagina 8 – Economia/Oggi

    Nuove Authority a tutela dei cittadini

      Varato il ddl di riordino scompaiono Covip, Isvap Cicr. L’acqua non sarà privatizzata

        di Bianca Di Giovanni / Roma

        RIVOLUZIONE Difesa dei consumatori e dei risparmiatori, e apertura del mercato: questi i due obiettivi del riassetto delle Autorità indipendenti varato ieri dal governo. Il disegno di legge, messo a punto dal sottosegretario Enrico Letta, «sbarca» a questo punto in Parlamento: potrebbe diventare legge entro sei mesi. Confermate le indiscrezioni della vigilia: tre autorità finanziarie distinte per funzioni: Bankitalia per la stabilità, Consob per la trasparenza e Antitrust per la concorrenza. Soppressione di Isvap, Covip e Uic (ufficio italiano cambi), trasformazione radicale del Cicr che diventa Comitato per la stabilità finanziaria, ampliamento di competenze delle Autorità per l’energia (che ingloba i servizi idrici) e per le Comunicazioni (che prende anche le poste), creazione della nuova Autorità per i trasporti. Infine, via libera alla commisisone bicamerale per il mercato e la concorrenza a cui le Authority riferiranno e che sarà punto di riferimento parlamentare dei consumatori.

        Poche, ma significative, le novità introdotte durante la seduta. In primo luogo una data: quella di scioglimento della Covip, l’autorità di controllo sui fondi pensione. Scomparirà dal primo luglio 2008, per consentire un decollo ordinato della previdenza integrativa. Viene poi esplicitato il regime pubblico dell’acqua e dei servizi idrici. Un principio già affermato nel programma dell’Unione e ribadito nel disegno di legge sui servizi pubblici locali a firma Lanzillotta. «Il Consiglio dei ministri – spiega Letta all’uscita del consiglio – ha anche deciso di istituire un comitato di ministri che studi un provvedimento ad hoc sul tema dell’acqua, in particolare per il Mezzogiorno, tema forte per il Governo». Nel testo finale, poi, viene reintrodotto il parere della Banca d’Italia sulle fusioni che introducono itpotesi di posizione dominante. Il parere in origine (quando Bankitalia aveva anche poteri di Antitrust bancario) era vincolante. Poi arrivò l’eliminazione totale con la riforma del risparmio. Oggi torna il parere, «rilevante» ma non vincolante.

        Il governo esce compatto dal consiglio. «Siamo molto soddisfatti di aver portato a compimento un altro tassello dell’agenda indicata a Caserta – dichiara Letta – Quello appena varato è il secondo tempo del pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni. Letta spiega che l’intervento completa il sistema dei controlli indipendenti. «Nel campo dei servizi a rete mancava un efficace strumento di regolazione – spiega il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – Contemporaneamente il sistema attuale è pletorico, troppo frammentato, con troppe autorità. Infine le autorità sono ancora deboli nella difesa del cittadino-consumatore». Ogni autorità (esclusa Bankitalia che ha un ordinamento appena riformato) sarà formata da 5 componenti che resteranno in carica per 7 anni non rinnovabili. Impossibile una seconda nomina anche in un’Authority diversa. Nessun accenno alla proprietà della Banca d’Italia, questione posta dalla riforma del risparmio e rimasta irrisolta.

        Commenti tutti positivi da parte dei ministri. «È una svolta importante» dichiara Antonio Di Pietro. «Grande soddisfazione per una riforma che contrasta i monopoli», aggiunge Pier Luigi Bersani. Superate le ritrosie di chi temeva troppa invadenza delle Authoritu rispetto ai ministeri. Sui servizi idrici il controllo si limiterà all’efficienza del servizio (nulla di ambientale), sui trasporti sono escluse le competenze per le concessioni che restano al dicastero guidato da Bianchi. L’ok di Paolo Ferrero e di Alfonso pecoraro Scanio è arrivato con l’impegno sull’acqua. Che non è cosa da poco. «Ora è necessario sospendere le privatizzazioni in atto», dichiara quest’ultimo. L’esponente di Rifondazioni parla di decisivo e positivo passo avanti, che prelude alla presentazione di un disegno di legge dedicato interamente ai servizi idrici. Una mossa che potrebbe sbloccare anche l’iter del provvedimento sui servizi pubblici locali a firma Lanzillotta, fermo in Senato proprio sul nodo dei servizi già in via di privatizzazione.