“Riforme” No alla liberalizzazione, serrata dei benzinai

23/01/2007
    martedì 23 gennaio 2007

      Pagina 15 – Economia & Lavoro

      No alla liberalizzazione, serrata dei benzinai

        Polemica con Bersani che replica: «È il primo sciopero proclamato sui miei pensieri»

          Milano
          Protesta preventiva. I benzinai hanno confermato lo sciopero di 48 ore degli impianti di distribuzione annunciato nei giorni scorsi, riservandosi tuttavia di deciderne successivamente le modalità. Lo hanno comunicato le organizzazioni di categoria Faib-Confesercenti, Fegica e Figisc-Confcommercio che intendono protestare contro le eventuali liberalizzazioni del settore attualmente allo studio da parte del governo.

          Lo slittamento tecnico della proclamazione della date è stato deciso per «consentire al governo di avviare un tempi brevissimi un confronto preventivo alla presentazione di qualsiasi testo normativo». Qualora invece il governo – sottolineano le associazioni – dovesse rimanere sordo all’invito, «la chiusura degli impianti stradali e autostradali scatterebbe immediatamente già dalla prima settimana di febbraio».

          I benzinai rivendicano il fatto che la distribuzione dei carburanti in Italia è uno dei pochi settori liberalizzati, sin dal 1998. «Pertanto – scrivono le tre organizzazioni – il governo non ha alcuna scusa che giustifichi un ulteriore intervento che altro non sarebbe che un pacco regalo alla grande distribuzione organizzata, contenente un mercato da 43 miliardi all’anno».

          Secondo le associazioni dei benzinai «il disegno è scoperto e chiaramente funzionale a favorire l’assalto al mercato della ricca e potentissima lobby della grande distribuzione organizzata a condizioni che sinora nessun operatore ha avuto».

          Nessun vantaggio arriverebbe inoltre ai consumatori, perchè una distribuzione nella «Gdo», significherebbe «desertificazione del servizio di presidio territoriale e danni al tessuto sociale delle comunità, ulteriore emarginazione delle aree deboli, omologazione verso il basso dei livelli qualitativi dei prodotti e dei servizi offerti e infine, monopolio e controllo dei mercati». I benzinai affermano poi: «Prendiamo atto che il disegno di legge predisposto – prima negato e ormai apertamente confessato – non è ancora stato reso pubblico e, con non poca buona volontà, interpretiamo questo fatto come un gesto di riflessione e di apertura nei confronti dei problemi sollevati dalla categoria».

          Perplesso sullo sciopero annunciato dai benzinai si è mostrato il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, che lo ha definito «quantomeno prematuro». «Sarebbe il primo sciopero proclamato solo sui miei pensieri, su una ipotesi» – ha affermato con l’obiettivo di sdrammatizzare la situazione.

          Quanto alla richiesta di convocazione da parte del governo avanzata dagli stessi benzinai, Bersani ha poi detto: «Come governo dobbiamo preoccuparci di riflettere sulle misure da prendere. Noi siamo abituati a discutere, ma sulla base di orientamenti da assumere». E che, in questo caso, sono ancora in fase di studio.