“Riforme” Nel contropiano gas e trasporti

25/01/2007
    giovedì 25 gennaio 2007

    Pagina 3 – Primo Piano

    RIFORME
    UNIONE SPACCATA

      Nel contropiano
      gas, trasporti
      e municipalizzate



      Da Rutelli un duro
      colpo ai monopoli
      dell’Eni
      e delle Ferrovie

        ALESSANDRO BARBERA

        ROMA

        Tredici articoli in appena sei pagine, ma con l’obiettivo di spingere a favore di quelle che il vicepremier considera vere liberalizzazioni. Alcune norme hanno a che fare con la casa, altre con il mercato dell’energia o i trasporti. Molte di queste idee sono state discusse nei vertici ristretti fra i ministri. Ora sono diventate un «disegno di legge sulle Liberalizzazioni» che il leader della Margherita è intenzionato a mettere sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio. Lo stesso Consiglio nel quale il governo dovrebbe approvare l’atteso pacchetto Bersani e il riordino delle autorità indipendenti. La copia della quale è entrata in possesso La Stampa è divisa in quattro titoli. Gli articoli 11 e 12 puntano a rendere più semplice e meno costoso il trasferimento del mutuo da una banca all’altra.

        L’articolo 13 piacerà agli amanti delle quattro ruote: propone il via libera alla targa «personale» e al trasferimento da auto ad auto. C’è poi la completa liberalizzazione dei servizi di terra degli aeroporti (articolo 3) e delle autolinee fra Regioni (articolo 6), l’emanazione entro tre mesi del decreto che regola la discesa di Eni dal capitale di Snam Rete Gas (articolo 7), il riordino degli incentivi nel settore del gas (articolo 10) e nel trasporto merci (articolo 4), lo scorporo della Rete ferroviaria (Rfi) dalla holding Fs (articolo 5). Tutte norme sostenute dal ministro delle Infrastrutture Di Pietro e che puntano alla creazione di un soggetto pubblico che garantisca la «neutralità» delle reti e la piena concorrenza nei settori del trasporto ferroviario, elettrico e del gas liberalizzati.

        Nel progetto Rutelli si propone infine l’istituzione dell’«importatore unico» per rendere sicuri gli approvvigionamenti di gas e una formulazione diversa della norma che istituisce l’autorità dei Trasporti con competenze sulle tariffe di Autostrade e Ferrovie. Sulla sua nascita Di Pietro è molto perplesso: assorbirebbe molte delle competenze del suo dicastero e di quello dei collega dei Trasporti Bianchi. Il progetto Rutelli è più «soft» di quello discusso in sede tecnica – ad esempio propone da subito l’assunzione di 50 dipendenti e non di 200 – ma l’ente viene definito più ambiziosamente «Autorità garante per le Reti di trasporto e per i trasporti pubblici». Un’idea cara al premier Prodi.

        Il pacchetto «Bersani»
        Cosa ne sarà del pacchetto Rutelli non è chiaro. Se cioè verrà innestato o meno nella ribattezzata «lenzuolata» di Bersani. Sul tavolo del Consiglio dei ministri ci saranno già un decreto legge, un disegno di legge più il progetto di riordino delle Authority messo a punto a Palazzo Chigi dal sottosegretario Enrico Letta. Su quest’ultimo si sa tutto, mentre ieri sera mancavano certezze sui contenuti dei primi due. Per evitare le polemiche della scorsa estate con l’opposizione sul decreto «Bersani-Visco», la maggioranza è orientata a varare gran parte del pacchetto liberalizzazioni con il progetto di legge.

        Benzina libera
        Di certo il governo fa suo gran parte del progetto Capezzone «sette giorni per un’impresa». Le attuali 60-80 richieste burocratiche per aprire un’azienda si trasformeranno in poche autocertificazioni. In vista c’è poi una rivoluzione per i benzinai: compatibilmente con le norme ambientali verranno abbattuti i limiti all’apertura di nuovi punti e potranno diventare veri supermercati. Dovrebbe saltare inoltre l’esclusiva per tutti gli agenti assicurativi così come accadde a luglio per il mercato delle Rc Auto. Via le barriere burocratiche per l’apertura di cinema, tabaccai, giornalai ed agenti immobiliari. Salterà il giorno obbligatorio di chiusura per barbieri e parrucchieri. A favore delle piccole imprese il viceministro alle Finanze Vincenzo Visco ha preparato incentivi fiscali per favorire l’accesso ai fondi di «venture capital» e la quotazione in borsa. Nel pomeriggio sembrava certo il trasferimento delle competenze del Pra (il pubblico registro automobilistico) dall’Aci al ministero dei Trasporti, ma i veti incrociati del governo sembrano aver fatto saltare tutto.

        Le autorità
        Nel progetto Letta c’è infine l’assorbimento di Isvap (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), Covip (vigilanza sui fondi pensione) e Ufficio italiano cambi in Consob e Banca d’Italia. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) si trasforma in «Comitato per la stabilità finanziaria» (Csf). In vista nuovi compiti per l’autorità delle Comunicazioni ed il rafforzamento dei poteri di quella per l’Energia ed il Gas.